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Lun 3 Ago 2026
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Affitti luglio 2026: Firenze seconda città più cara d’Italia, Pisa e Pistoia ai massimi storici

A lugliogli affitti  in Italia segnano un deciso rialzo mensile: 2,4% rispetto a giugno, con il valore medio nazionale che sale a 14,9 euro/m². Su base annua il mercato resta però ancora in territorio negativo, con i prezzi dell’1,3% sotto i livelli di luglio 2025. È quanto emerge dall’elaborazione dell’Ufficio Studi del portale immobiliare  idealista.

A luglio il quadro dei capoluoghi italiani vira con decisione verso il rialzo: su 94 mercati monitorati, 60 segnano una crescita dei canoni per gli affitti e 32 un calo rispetto a giugno, 2 mercati stabili. Una netta prevalenza al rialzo che conferma la vivacità della domanda in avvio di stagione estiva. I rialzi più marcati si osservano a Pesaro (8,1%), Massa (7,6%), Trieste (6,1%) e Messina (5,4%). Aumenti significativi anche a Sassari (5,0%), Cagliari (4,7%), Pisa (4,2%) e Brindisi (4,0%).

Tra i principali mercati cittadini, Roma cresce del 4,2% e tocca il proprio massimo storico, raggiungendo una media di 19,6 euro/m². In forte accelerazione anche Firenze (4,5%) e Genova (3,7%), mentre salgono in misura più contenuta Bologna (1,6%), Torino (1,1%), Milano (1,0%) e Napoli (0,4%). Sul fronte negativo, Bari cede l’1% e Venezia lo 0,6%. Complessivamente sono 18 i capoluoghi che a luglio raggiungono il loro massimo storico, tra questi, appunto, Roma, poi Torino, Palermo, Verona, Treviso e Latina.

I ribassi impattanti del mese di luglio riguardano Rimini (−5,6%), Andria (−3,9%), Pordenone (−3,8%), seguite da Lodi (−3,3%), Agrigento (−3,0%) e Benevento (−2,7%), quindi Biella (−2,6%), Udine (−2,5%) e Ascoli Piceno (−2,4%).

Milano si conferma anche a luglio la città più cara per gli inquilini italiani, con 22,4 euro/m², insieme a Firenze; seguono Venezia (21 euro/m²) e Roma (19,6 euro/m2). All’estremo opposto della classifica si collocano Caltanissetta con 4,6 euro al metro quadro, Reggio Calabria con 6,1 euro, Potenza con 6,1 euro e Ragusa con 6,3 euro.

Province
A livello provinciale prevale nettamente il segno positivo, con 66 province su 104 monitorate in aumento, 37 in calo e 1 stabile. I rialzi più marcati si osservano a Ravenna (7,4%), Catanzaro (7,1%), Trieste (6,1%), Rieti (6,1%), Imperia (5,7%) e Pisa (5,6%). Aumenti rilevanti anche a Firenze (5,2%) e Massa-Carrara (4,9%).

Tra le aree provinciali delle grandi città Roma segna un incremento del 3,7%, Venezia del 3,5%, Genova del 2,3% e Bologna del 2,2%. Crescono anche Torino (1,4%), Milano (1,2%), Napoli (1,1%) e Bari (0,3%).

I cali più marcati interessano Lucca (−7,3%), Crotone (−6,9%), Aosta (−6,7%), Rimini (−6,6%), Sassari (−4,8%) e Pordenone (−3,4%).

Lucca, con 50,5 euro al metro quadro, si distingue come la provincia più cara d’Italia, un valore fuori scala trainato dai canoni elevatissimi delle sue località costiere, che pesano in misura rilevante sul campione. Seguono Grosseto con 24,4 euro, Belluno con 22,3 euro, Milano con 21,5 euro e Aosta con 21,4 euro al metro quadro. Le province più economiche risultano invece Caltanissetta con 5,1 euro al metro quadro, Potenza con 5,6 euro, Reggio Calabria con 6,1 euro, Avellino con 6,1 euro e Agrigento con 6,2 euro.

Regioni

Sul fronte regionale, a luglio i canoni aumentano in 15 regioni su 20. Le variazioni più significative si registrano in Calabria (3,8%), Lazio (3,7%), Friuli-Venezia Giulia (2,9%) e Liguria (2,2%). Aumenti anche in Lombardia (2,1%), Toscana (1,8%), Marche (1,4%), Campania (1,4%), Piemonte (1,2%) e Sicilia (1,0%).

Valle d’Aosta (−6,7%), Molise (−2,8%), Basilicata (−0,9%), Trentino-Alto Adige (−0,5%) e Abruzzo (−0,5%) sono le regioni in calo lo scorso mese.

In termini di prezzi, la Toscana, con 21,1 euro al metro quadro, è tra le regioni più care per gli inquilini italiani, insieme alla Valle d’Aosta (21,4 euro) e alla Lombardia (18,9 euro), seguite dal Lazio con 16,4 euro. In tutte le altre regioni i canoni restano più contenuti, con valori che spaziano dai 15,3 euro del Trentino-Alto Adige ai 6,5 euro del Molise.

Nuova metodologia

idealista ha aggiornato la metodologia del proprio indice dei prezzi delle abitazioni per adattarsi ai cambiamenti del mercato. I nuovi filtri della piattaforma consentono di identificare ed escludere dal calcolo prodotti come gli affitti stagionali o vacanzieri, che non riflettono il mercato residenziale convenzionale. È stato inoltre potenziato il processo di rilevazione dei valori anomali con tecniche statistiche più robuste. La nuova metodologia è stata applicata retroattivamente all’intera serie storica per garantire la comparabilità dei dati.

Il report completo è consultabile al seguente link: https://www.idealista.it/sala-stampa/report-prezzo-immobile/affitto/