Un presidio davanti alla presidenza della Regione Toscana per la tutela dei crinali della Montagna fiorentina dai grandi parchi eolici. Lo annunciano per il 9 novembre, dalle 16 alle 19 in piazza Duomo a Firenze, il Comitato crinali liberi Londa e Comitati tutela dei crinali del Mugello, del Casentino e della Montagna Fiorentina e Tess.
Al centro della mobilitazione, si spiega in una nota, “c’è la difesa del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e del territorio appenninico che lo circonda, minacciato da progetti eolici industriali che rischiano di comprometterne l’integrità ambientale e il valore paesaggistico. Il progetto eolico di Hergo Renewables, con sei aerogeneratori da 200 metri di altezza complessiva, non riguarda soltanto la comunità locale del Comune di Londa ma interessa l’area di connessione ecologica tra il Parco nazionale, i siti Natura 2000 delle Alte Foreste dell’Arno e della Foresta di Sant’Antonio, la Foresta biogenetica di Vallombrosa e le zone protette del Pratomagno, territorio che dovrebbe essere considerato nel suo insieme, per il valore degli habitat, della biodiversità e delle relazioni ecologiche che lo attraversano”.
Secondo i comitati “in questo quadro assumono particolare rilievo le valutazioni negative espresse dagli enti interessati, a partire dal Parco nazionale e dalla Soprintendenza speciale per il Pnrr. La tutela del Parco non può fermarsi ai suoi confini amministrativi. Le aree circostanti rappresentano la naturale continuità dell’area protetta. Rischiano ora di diventare un luogo di trasformazione in siti industriali, incompatibile con la fragilità e il valore di questi crinali dell’Appennino. Le preoccupazioni riguardano anche la vita della comunità locale di Londa e delle realtà che vivono delle risorse economiche del capitale naturale della Montagna Fiorentina”.
I comitati chiedono “che le istituzioni valutino il progetto considerando l’insieme degli impatti ambientali, paesaggistici, turistici, economici e sociali. Il presidio del 9 novembre vuole portare questa questione all’attenzione della Regione Toscana e dell’opinione pubblica: difendere questi crinali significa difendere un patrimonio naturale condiviso, che appartiene alle comunità della Toscana e della Romagna e alle generazioni future”

