Mps, sulla scalata di Intesa una lettera dalla Toscana all’Unione europea

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    Mps, sulla scalata di Intesa una lettera dalla Toscana all'Unione europea
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    Una lettera dalla Toscana all’Unione europea per chiedere di vigilare sulla scalata di Intesa su Mps. E’ stata scritta dal Presidente della Regione, dalla Presidente della Provincia e dalla Sindaca di Siena con dieci richieste per valutare le conseguenze.

    Obiettivi di fondo: difendere l’accesso al credito, la pluralità bancaria e la garanzia di concorrenza. Obiettivi bipartisan, dal momento che la lettera è stata scritta e condivisa dal Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dalla Presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti e dalla Sindaca di Siena Nicoletta Fabio. Appartenenze ed orientamenti politici diversi, ma unità di vedute su di una corretta valutazione delle conseguenze della scalata di Intesa Sanpaolo su Mps. Destinatario, la Direzione generale della concorrenza della Commissione europea. Già perché nel frattempo un paio di settimane fa l’Antitrust ha avviato un’istruttoria sulla concentrazione di mercato che si verrà a creare nel caso Intesa Sanpaolo porti a termine l’Opas su Mps. L’authority ritiene che l’operazione «sia suscettibile di ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva» in diversi mercati. L’analisi durerà 60 giorni. Elemento dirimente, perno della lettera partita dalla Toscana, su cui Intesa sta già cercando di cautelarsi, prevedendo una spartizione degli sportelli con Unipol. Una lettera in dieci punti dalla Toscana all’Unione europea in qualche modo anche per invitare a valutare la possibilità dell’applicazione del Golden Power, strumento governativo per porre condizioni, prescrizioni e veti, soprattutto in presenza di un’operazione che potrebbe comportare una concentrazione di mercato di dimensioni tali da avere rilievo sistemico per l’economia nazionale. Non è un ostacolo politico contro l’operazione, ma l’ultimo, e più delicato, dei passaggi autorizzativi rimasti: la vera incognita non è se il governo lo eserciterà, ma quali condizioni specifiche – a tutela di PMI e concorrenza territoriale – potrebbe imporre prima del via libera definitivo.