Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani interviene sulla questione rifiuti e sul tetto per stranieri nelle scuole. Nelle sue parole un duro atto d’accusa al Governo di Giorgia Meloni.
“Niente di nuovo sotto il sole: il Governo, con questa pervicacia di contenzioso verso le Regioni, continua a svolgere sostanzialmente un’azione politica di contrasto all’autonomia e alle attività delle Regioni, in questo caso in materia di autorità tributaria”. Lo ha detto Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a proposito della decisione – già resa nota ieri – del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge regionale con le nuove tariffe (ritoccate al rialzo) per il conferimento in discarica di alcune categorie di rifiuti speciali, approvata a fine luglio scorso. Giani, a margine di un evento di Confcommercio a Firenze, ha criticato “un Governo che toglie alcune categorie di bollo senza compensare nemmeno della metà quello che erano gli introiti delle Regioni, un Governo che, accanto al contestare alla Corte Costituzionale l’ecotassa in Toscana, contesta e porta alla Corte Costituzionale la legge sul fine vita medicalmente assistito dell’Emilia Romagna, che aveva seguito con la Sardegna, con il Veneto, la Toscana”. Secondo il governatore, dunque, l’attuale esecutivo è “un Governo del conflitto verso le Regioni, un Governo che centralizza in modo autoritario tutta una serie di competenze, e non potevamo forse aspettarci altro. Io spero sempre in positivo, spero che alla fine prevalga il rispetto nel rapporto fra Regione e Stato”. Il decreto Valditara sulla scuola “una legge indegna di un Paese che ha l’accoglienza e l’integrazione fra i suoi principi costituzionali”. Lo ha sostenuto Eugenio Giani, presidente della Toscana, a margine di un evento di Confcommercio a Firenze. Dove è entrato anche su altri temi. “Ritengo che questa rincorsa continua delle teorie di Vannacci da parte della Meloni – ha proseguito – sia davvero qualcosa di superficiale e demagogico, in questo caso sulla pelle di persone che nel nostro Paese cercano di potersi integrare, fin da piccoli. Io ritengo davvero che questa volta si sia superato il limite”. Dunque, si è chiesto Giani, “cosa arriveremo a fare in zone di Firenze come Brozzi, dove ci sono classi con il 70% di bambini che non sono cittadini ma che nella gran parte dei casi in poche settimane imparano subito la lingua? Pensiamo a situazioni come Prato: cosa facciamo? Li rimandiamo via, non li facciamo andare a scuola?”.

