Controradio contro la violenza: dalla radio alla sede, le prossime iniziative

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    Controradio contro la violenza: dalla radio alla sede, le prossime iniziative
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    Proseguono le iniziative in ricordo di Lorenza Isceri e le riflessioni su come incidere davvero nel contrasto alla violenza di genere. Anche Controradio sta cercando di ampliare il suo contributo.

    L’editoriale della direttrice Chiara Brilli

    Ci siamo, c’eravamo e ci saremo ma non basta. Ce lo siamo sempre detti che la normalizzazione della violenza passa anche da una distorta narrazione e dobbiamo contrastarla scardinando stereotipi, impostazioni patriarcali e lo stesso tessuto educativo, familiare, sociale in cui siamo cresciuti.

    Abbiamo creato spazi di approfondimento costante come Un 25 novembre al mese, per andare oltre le date, gli anniversari e le singole Giornate internazionali. E creare luoghi mediatici da cui ripartire anche culturalmente. La trasmissione, fatta di  testimonianze, confronti, contributi giuridici e pedagogici, riprenderà dal 25 settembre e Paola Alberti sarà con noi ad aprire la terza stagione. La storia di sua figlia Michela Noli, dell’ultimo appuntamento col suo carnefice, della mobilitazione per un’educazione al rispetto e all’affettività e per riconoscere i segnali d’allarme di relazioni distorte ci ha accompagnato in questi anni sostenendo il bisogno di lottare per dire Basta! Quella lotta però non è bastata e da madre, Paola si è trovata a dare conforto ad un’altra madre quella di Lorena. Dalle madri, dai loro abbracci di sorellanza e dolore dobbiamo ripartire per pretendere che la politica, le istituzioni, gli uomini e le donne siano coinvolti in prima persona. Non a caso Controradio è anche casa di Cambia Uomo cambia, altro spazio di approfondimento che tornerà dal 14 settembre a partire proprio dal consenso disella relazione. Ma la nostra radio vi anticipiamo che sarà anche luogo fisico di aiuto, accoglienza e primo supporto alle donne che si sentono in pericolo che hanno paura. Abbiamo deciso di aderire al progetto dell’associazione Donne per Strada diventando un Punto viola, e fare parte di quella rete che si sta diffondendo in tutta Italia di luoghi sicuri ed esercizi commerciali formati per offrire rifugio e primo supporto alle donne che si trovano in situazioni di pericolo, molestie o violenza per strada. Un impegno, una volontà, un gesto, ma anche uno strumento. Tra i tanti che dovrebbero essere messi in campo dal territorio al parlamento in una coralità che dovrebbe parlare con una sola voce quella delle vittime e sopratutto di chi non vuol essere la prossima ma deve trovare forza, luoghi, risorse e sostegno.

    Se domani tocca a me voglio essere l’ultima. Ma l’ultima non c’è. E allora da Giulia, Lorena a Tania ci vogliamo essere anche noi per loro e con chi non deve essere la prossima.