Sono 10 a Firenze i giardini scolastici depavimentati. Lo fa sapere Palazzo Vecchio a proposito del piano in corso per trasformare i cortili degli istituti cittadini in spazi più naturali, permeabili e vivibili, capaci di contrastare gli effetti delle ondate di calore, restituendo ambienti più sani e ricchi di opportunità educative.
Un’operazione che rappresenta uno degli assi portanti del Piano del verde e degli spazi aperti e delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Complessivamente saranno migliaia i metri quadrati di asfalto ad essere rimossi e sostituiti da alberi, arbusti, orti scolastici, superfici drenanti, giochi in materiali naturali e nuove aree ombreggiate.
Gli interventi hanno già interessato le scuole Mazzanti, Fanciulli, Pollicino, Petrarca, Gigante Gentile, Rodari, Don Minzoni, Don Milani e Gramsci (dove si sta svolgendo una seconda fase di lavori), mentre alla Martin Luther King le operazioni sono in corso. P
oi si aggiungeranno gli altri, previsti dal programma per i prossimi anni. Nel complesso, il progetto consentirà la depavimentazione più di 5.000 metri quadrati di superfici impermeabili dai giardini scolastici, trasformati in aree con superfici drenanti e spazi naturali. Contestualmente sono stati installati 26 nuovi giochi in legno e materiali naturali e realizzati 64 orti scolastici e la piantagione di più di 70 alberi oltre alla messa a dimora di arbusti, siepi e piante aromatiche che contribuiranno a migliorare il microclima, incrementare la biodiversità e offrire nuove opportunità educative.
“Con questo grande programma di depavimentazione – afferma la vicesindaca e assessora all’ambiente Paola Galgani – stiamo restituendo spazio alla natura, riducendo le superfici impermeabili e creando ambienti più freschi, ombreggiati e resilienti. Abbiamo già depavimentato circa 10.000 metri quadrati di asfalto in giardini e parchi della città e nelle scuole e continueremo su questa strada”. “Questo progetto – aggiunge l’assessora all’educazione Benedetta Albanese – rappresenta un investimento concreto sulla qualità della scuola pubblica e sul futuro delle nuove generazioni”.

