“La Scuola Normale di Pisa perde uno dei suoi figli e dei suoi maestri più grandi. Con Carlo Ginzburg scompare uno studioso che cambia il modo di praticare il mestiere di storico: restituisce voce a chi ne è privo, mostra che il rigore della prova è una forma di giustizia, tiene fede a un’idea esigente di verità in tempi che spesso la irridono”. Così l’istituzione accademica pisana ha ricordato lo storico e saggista che della Normale era stato prima allievo del corso ordinario e di perfezionamento, poi professore ordinario ed emerito.
“La Normale, dove appunto è stato allievo, perfezionando e poi maestro – ha proseguito la nota dell’ateneo – lo ricorda con gratitudine e affetto, e si stringe attorno alla sua famiglia e all’ampia comunità di studiosi, lettori e amici che la sua opera ha generato in mezzo secolo di lavoro”.
Allievo del corso ordinario della Normale dal 1957 al 1961 e del corso di perfezionamento fino al 1962, Ginzburg ha insegnato in università e centri di ricerca di tutto il mondo: Bologna, Harvard, Yale, Princeton, il Getty Center, il Warburg Institute di Londra, l’École Pratique des Hautes Études di Parigi.
Dal 1998 Carlo Ginzburg è alla Ucla, fino alla chiamata della “sua” Normale, dove dal 2006 al 2010 tiene la cattedra di Storia delle culture europee. E’ stato membro dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, dell’American Academy of Arts and Sciences, socio Lincei, ha ricevuto fra molti altri riconoscimenti il Prix Aby Warburg, il premio Antonio Feltrinelli, il premio Balzan, l’Humboldt-Forschungspreis. I suoi libri sono stati tradotti in più di 30 lingue e ricevuto 19 lauree honoris causa
