Una petizione per chiedere al Parlamento di recedere dall’impegno di portare la spesa militare al 5% del Pil entro il 2035, interrompere immediatamente qualsiasi sostegno economico e militare all’Ucraina nella guerra contro la Russia, bloccare il flusso di armi verso Israele, aprire trattative con l’Iran per la circolazione di navi italiane nello stretto di Hormuz.
Una petizione per chiedere al Parlamento di recedere dall’impegno di portare la spesa militare al 5% del Pil entro il 2035, interrompere immediatamente qualsiasi sostegno economico e militare all’Ucraina nella guerra contro la Russia, bloccare il flusso di armi verso Israele, aprire trattative con l’Iran per la circolazione di navi italiane nello stretto di Hormuz. La petizione, presentata oggi a Firenze, fa capo alla campagna nazionale “L’Italia che ripudia la guerra”, alla presenza di una delegazione del Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo (Sandra Carpi Lapi, Fernando Prodomo, Sandro Ventura, Giovanni Vivarelli, Cesare Dagliana).
“Il legame tra riarmo, crisi economica e taglio alla spesa sociale merita una risposta politica chiara: porteremo il tema in Commissione 7 e in Consiglio comunale, ringraziando tutti i movimenti e le realtà coinvolte” ha affermato Dmitrij Palagi, capogruppo di Sinistra Progetto Comune in Consiglio comunale a Firenze, presentando la campagna
“La scelta di ospitare questa conferenza a Palazzo Vecchio – ha detto Palagi – non è simbolicamente neutra. Le istituzioni locali possono essere luoghi in cui la società civile porta le proprie richieste al centro del dibattito pubblico, anche quando la Giunta preferisce non sentirle”.

