Lo ha detto a Firenze, a margine di un’iniziativa per le celebrazioni del 212/o anniversario dell’Arma, il generale Pierluigi Solazzo, attuale comandante della Legione Toscana dei carabinieri, conversando coi cronisti alla Scuola Marescialli e Brigadieri.
In Toscana, come un po’ ovunque sul territorio nazionale registriamo questa tendenza dei giovani a ‘crescere troppo in fretta’ e purtroppo accedono senza troppi filtri a una serie di situazioni che non sempre sono educative. Pertanto, indirettamente, i giovani sono portati anche a delinquere un po’ di più, peraltro con forme sempre più violente”, altro aspetto “che ci dà preoccupazione”. Lo ha detto a Firenze, a margine di un’iniziativa per le celebrazioni del 212/o anniversario dell’Arma, il generale Pierluigi Solazzo, attuale comandante della Legione Toscana dei carabinieri, conversando coi cronisti alla Scuola Marescialli e Brigadieri.
“Per questo – ha spiegato – oltre a intervenire sul campo della prevenzione generale, con i pattugliamenti sul territorio, con la presenza e altre attività, cerchiamo di portare alla loro attenzione, soprattutto attraverso le nostre iniziative all’interno delle scuole, i sentimenti e i valori che servono per una civile convivenza”.
Tra i dati positivi del 2025, invece, “abbiamo un’inversione della curva della delinquenza in Toscana – ha affermato ancora il generale Sollazzo – dopo alcuni anni di crescita. A fronte tuttavia di un aumento dell’attività di contrasto, perché abbiamo in particolare aumentato il numero degli arresti in flagranza di reato che per noi sono un segnale e sono il sintomo di una presenza più incisiva sul territorio”. Nonostante ciò, ha continuato, “non ci facciamo suggestionare dai numeri, perché sappiamo benissimo che molte volte lasciano il tempo che trovano rispetto invece a una percezione della sicurezza dei cittadini che rimane comunque critica. Di questo noi siamo perfettamente consapevoli e sappiamo che dobbiamo fare ancora di più e meglio”.
Del resto, ha proseguito, “una delle mie priorità assolute è quella di portare sempre di più i carabinieri per le strade. Su questo stiamo lavorando molto, stiamo cercando di razionalizzare le nostre attività interne e burocratiche per liberare risorse da destinare al territorio, perché il motto per noi è quello di stare in mezzo alla gente”.

