Oltre un centinaio i lavoratori presenti al presidio sotto la prefettura di Firenze in occasione dello sciopero generale lanciato dall’Usb contro l’economia di guerra e di vicinanza al popolo palestinese.
Striscioni, tamburi e il coro ‘Free Palestine’ scandito dai manifestanti. “Siamo qui per la Palestina in solidarietà, ma siamo qui anche per delle rivendicazioni di carattere sindacale che sono strettamente collegata all’opposizione alla guerra – spiega Dario Furnari di Usb Firenze – Abbiamo risposto alla chiamata della Global Sumud Flotilla che peraltro è stata appena attaccata, ancora una volta un attacco illegittimo in acque internazionali”. “La guerra – sottolinea – non è soltanto in Palestina” dove in realtà “non è guerra, ma c’è un genocidio”, ma anche “in altri teatri che vedono un protagonismo degli imperialismi come Stati Uniti d’America e Israele che nei fatti, essendo in crisi e avendo esaurito la possibilità di sviluppo, applicano una forma di capitalismo predatorio, come lo chiamiamo noi, anche contro la stessa Unione Europea, vedi la politica dei dazi”. Oltre alla solidarietà con la Palestina e l’opposizione all’economia di guerra, mobilitazione sotto la prefettura anche dei lavoratori delle cooperative sociali che operano nei servizi socio-sanitari ed educativi, che oggi scioperano a livello nazionale per la reinternalizzazione, il rinnovo del contratto e per chiedere maggiori tutele. “Siamo qui a protestare perché siamo un servizio in appalto e facciamo un servizio pubblico a tutti gli effetti, permanente – afferma Paolo Vecchi di Usb Toscana – ovvero l’assistenza ai bambini con disabilità nelle scuole di ogni ordine e grado. Siamo a tempo indeterminato, però con un part time ciclico verticale, quindi d’estate senza reddito”, “e neanche la possibilità di avere ammortizzatori sociali”. E “ovviamente – continua – c’è un grande ricambio perché educatrici, la maggior parte sono donne, ed educatori non possono sostenere il costo della vita, quindi cercano sempre un altro lavoro e così perdono professionalità”. Sono una quindicina, alle 7.30, e fino alle 9.15, i treni cancellati che figurano sui tabelloni della stazione Centrale di Milano e di Porta Garibaldi nel giorno dello sciopero nazionale proclamato da Usb. Apparentemente regolari invece le tratte nazionali.

