Una sanzione amministrativa è stata notificata stamani dalla polizia a un partecipante al corteo svoltosi il 7 marzo scorso per protestare contro la manifestazione di ‘Remigrazione e Riconquista’ organizzata a Prato.
Lo rende noto Prato antifascista pubblicando anche il verbale di accertamento da cui si ricava che la contestazione riguarda l’articolo 18 del Tulps per violazione delle prescrizioni dell’autorità di pubblica sicurezza: era stata autorizzata una manifestazione in forma statica non il corteo che il destinatario della sanzione avrebbe guidato secondo la polizia. Non ancora stabilito l’importo della sanzione, che va da 1.000 a 12.000 euro.
“Questa mattina un nostro compagno è stato svegliato da agenti della questura, che senza badare a distrazioni di risorse dalla tutela della pubblica sicurezza e con sprezzo dei consolidati mezzi postali – così Prato antifascista sul proprio profilo Fb -, hanno raggiunto la sua abitazione per notificare una sanzione amministrativa per manifestazione antifascista contro la ‘remigrazione’ a Prato lo scorso 7 marzo, in base agli ultimi ‘decreti sicurezza’ del governo Meloni. L’addebito deriverebbe dallo spostamento congiunto che il nostro ‘Leonida’ ‘alla testa di 300 persone’ avrebbe ‘guidato’ in modo pacifico senza scontri, danni, né feriti, o altro e prevalentemente in area pedonale, tanto da non intralciare neppure il regolare traffico.
La manifestazione antifascista poi è stata nel suo insieme così democratica, che anche le organizzazioni neofasciste”, “inopportunamente autorizzate dal ministero dell’Interno”, hanno “potuto godere delle libertà costituzionali conquistate dalla Resistenza partigiana nel riscatto dei diritti umani”. “L’attacco ad un compagno come a troppi altri” prosegue Prato antifascista, è “l’attacco ad un’intera comunità che crede nella convivenza plurale e pacifica e respinge ogni rigurgito razzista o discriminatorio”. “La ritorsione amministrativa assume carattere anche intimidatorio”, ma “non ci lasciamo intimidire da queste ritorsioni repressive”: “Insistiamo, non un passo indietro, nemmeno per prendere la rincorsa”.

