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Dom 8 Feb 2026
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ToscanaCronacaIn mille a Rufina per ricordare Eleonora e chiedere giustizia

In mille a Rufina per ricordare Eleonora e chiedere giustizia

Un corteo silenzioso, ma molto partecipato, un migliaio di persone, ha ricordato oggi Eleonora Guidi, la 34enne uccisa con 24 coltellate un anno fa a Rufina (Firenze) dal compagno Lorenzo Innocenti.

Lungo la strada, tanti fiocchi rossi. “Siamo una comunitĂ  ancora molto segnata – dice il sindaco Daniele Venturi -. E poi c’è l’attesa che sta accompagnando i familiari e che in realtĂ  viviamo tutti, per questa richiesta di giustizia. Un’attesa estenuante per loro che avrebbero bisogno di mettere un punto da cui ripartire. Invece sono tutti giorni a lottare” anche “per l’affidamento del bambino” che vive con la sorella di Eleonora, Elisabetta, presente alla commemorazione insieme alla madre, Cristina.
L’attesa è per il deposito della perizia psichiatrica su Innocenti, che dovrĂ  stabilire se fosse in grado di intendere e volere quando commise il femminicidio e anche valutarne la pericolositĂ  sociale Il 37enne, accusato di omicidio aggravato, attualmente si trova ai domiciliari nel reparto psichiatrico dell’ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri.
La giornata ha avuto inizio dai giardini davanti alla Coop di Rufina, dove era stato piantato un melograno in ricordo della donna, vicino al bar dove lavorava la mamma, zona frequentata quotidianamente dalla 34enne. Da lì la marcia silenziosa è ripartita verso Montebonello, frazione di Pontassieve, dove c’era la casa in cui Eleonora ha vissuto da bambina. Nel giardino a fianco è stata inaugurata una panchina rossa in sua memoria e di tutte le donne vittime di violenza ed è stato piantato un leccio. Poi il corteo si è diretto al cimitero di Rufina, qui sono stati lasciati dei fiori sulla tomba della giovane. La vicinanza della comunitĂ  “è tutto ciò che ci scalda il cuore in questo momento terribile, in questo buco nero in cui siamo entrati, infilati da un anno a questa parte”, le parole della sorella Elisabetta.
Alla commemorazione, oltre all’amministrazione comunale di Rufina erano presenti quelle di Pontassieve, Pelago e Dicomano.

L’iniziativa odierna, per Cristina Manetti, assessora alle pari opportunitĂ  della Regione Toscana, “rappresenta un momento di memoria, ma anche un gesto concreto di vicinanza alla famiglia di Eleonora”. La Toscana, aggiunge, “è da sempre in prima fila nella lotta contro la violenza sulle donne: dai servizi territoriali agli sportelli di supporto, dai percorsi di protezione alle campagne di sensibilizzazione, il nostro obiettivo è costruire una cultura del rispetto e della prevenzione”. “Ricordare Eleonora – prosegue Manetti – significa rinnovare ogni giorno il nostro impegno. La panchina rossa, l’albero e la camminata sono gesti simbolici, ma con un significato profondo: fare memoria, trasmettere il messaggio che la violenza non può e non deve essere mai ignorata, e che la Regione Toscana è vicina alla famiglia e alla comunitĂ  in questo percorso di consapevolezza e di cambiamento”.
Manetti rivolge poi un ringraziamento speciale ai sindaci di Rufina, Pelago e Pontassieve per l’organizzazione dell’iniziativa.