Intorno alle 9 in via Piombanti un operaio vittima di incidente mortale in un’azienda: indagini della Squadra Mobile.
E’ un operaio livornese di 51 anni, Federico Ricci, residente da tempo a Ponsacco (Pisa), l’uomo che stamani è deceduto a Livorno in un incidente sul lavoro mentre stava scaricando sul pianale di un camion del materiale edile, alcuni pancali di tegole. La benna della gru del mezzo gli è caduta sulla schiena, per cause ancora al vaglio della magistratura, uccidendolo sul colpo.
Sul posto due ambulanze della Svs con medico e infermiere del 118 sull’automedica Asl: i soccorsi, rapidissimi, si sono rivelati vani, con l’operaio deceduto sul colpo nonostante i tentativi di rianimazione. La Polizia di Stato è intervenuta con volanti e Squadra Mobile per i rilievi tecnici e accertare dinamiche/esatta dinamica: esclusi guasti strutturali immediati, si indaga su negligenze, formazione e sicurezza attrezzature. L’azienda, non ancora identificata pubblicamente, è stata posta sotto sequestro cautelativo: attesi ispettori Asl, Spresal (Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti Lavoro) e Carabinieri Nas per verifiche su DPI, procedure e certificazioni macchinari. L’episodio porta a 4 le vittime sul lavoro in Toscana nel 2026, alimentando allarme su infortuni mortali nel settore logistica/manovale pese.”Ancora una volta un operaicidio colpisce il nostro territorio, riportando con forza e drammaticità al centro il tema della sicurezza. Ma il cordoglio, da solo, non basta più. Non si tratta di una fatalità, ma si dimostra come ancora una volta il lavoro continui a essere, per troppe persone, un rischio quotidiano. Si muore quando la prevenzione non è pienamente garantita, quando la sicurezza viene ridotta a un adempimento formale, quando i controlli sono insufficienti e quando l’organizzazione del lavoro mette tempi, produttività e profitto prima della tutela della vita”. Così la Cgil di Livorno e la Cgil Toscana.
“Nella nostra provincia i lavoratori continuano a pagare un prezzo inaccettabile – prosegue il sindacato -. Livorno è la provincia toscana con la più alta incidenza di infortuni mortali rispetto al numero di occupati. Chi lavora ha diritto a tornare a casa ogni giorno, senza dover mettere a repentaglio la propria esistenza per portare a casa il pane. Ogni morte sul lavoro richiama responsabilità precise che devono essere accertate fino in fondo”. Per la Cgil “non è più accettabile continuare a considerare questi eventi come inevitabili: la sicurezza deve essere un valore concreto, praticato ogni giorno e garantito in ogni luogo di lavoro, senza eccezioni. Non siamo più disponibili ad assistere in silenzio a questa strage continua. Ogni volta che si muore sul lavoro significa che qualcuno ha sbagliato, che qualcosa non ha funzionato, che la prevenzione non è stata messa al centro. E questo deve avere conseguenze chiare, anche sul piano delle responsabilità datoriali, organizzative e istituzionali”. “Pretendiamo controlli reali e capillari – prosegue la Cgil -, investimenti immediati sulla prevenzione, formazione vera, rispetto rigoroso delle norme e un rafforzamento concreto degli organi di vigilanza. Non accetteremo più ritardi, scaricabarile o dichiarazioni di circostanza. La sicurezza non è un costo”.

