Sulla caccia “La Regione Toscana ha seguito le indicazioni dell’Ispra? In molti aspetti, ancora una volta, no.
In particolare la Regione continua ad autorizzare il prelievo già a settembre, mentre l’Istituto indica 1 ottobre come data minima per l’inizio della caccia. Oltre ad iniziare troppo presto, per molte specie la caccia si chiuderà più tardi delle indicazioni dell’Istituto. Quindi un prelievo troppo lungo, sia come data di inizio che di chiusura”. Così, in una nota, Guido Scoccianti delegato regionale Wwf per la Toscana ricordando che l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra), massimo ente scientifico in tema di fauna selvatica, come tutti gli anni, ai sensi della Legge nazionale sulla caccia (Ln 157/92), ha fornito un parere su come meglio regolamentare l’attività venatoria e ridurne l’impatto sulla fauna.
Scoccianti ricorda che:”Domenica 20 settembre inizia la caccia in Toscana. Anzi, ricomincia la caccia, dal momento che il 2 ed il 6 settembre vi è già stata purtroppo la preapertura, caccia anticipata (per alcune specie) ai primi di settembre, pratica dannosissima in genere ed in particolare dopo un’estate di estremo caldo e gravissima siccità. Ma a nulla sono serviti gli appelli delle associazioni ambientaliste e animaliste alla Regione Toscana per posticipare la caccia”. “Inoltre si continua a non voler applicare il divieto diffuso delle munizioni di piombo, sostanza tossica per gli animali e per l’uomo. E altro ancora”, continua il delegato regionale Wwf per la Toscana evidenziando che: “Qualche passo avanti c’è stato, ma solo dopo ripetute indicazioni e richieste da parte dell’Unione Europea e anni di proteste e anche di azioni legali da parte delle associazioni ambientaliste e animaliste, con cui si è giunti finalmente allo stop del prelievo a specie in grave crisi come il Combattente, la Pavoncella, la Tortora selvatica. In Toscana siamo però ancora di fronte ad una caccia insostenibile, che continua a calpestare le indicazioni del mondo scientifico, e a basarsi più sulle richieste del mondo venatorio che sulle esigenze di tutela della fauna selvatica. Siamo nel 2026 oppure ancora nel 1926?”, conclude.

