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Sab 19 Set 2026
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Montedomini, da noi massimo rigore su atti, consegnati oltre 300 file in 2 mesi

In due mesi, dal 16 luglio, dopo che era scoppiato il caso legato agli immobili dati in affitto e poi finiti sul mercato delle locazioni turistiche, Montedomini ha risposto a 18 istanze di accesso agli atti e, complessivamente, ha trasmesso più di 300 file. E’ quanto fa sapere la stessa Asp in una nota.

“I nostri uffici stanno svolgendo una ricognizione completa e approfondita degli atti che riguardano la gestione del patrimonio immobiliare. È un lavoro serio, che riguarda documenti, contratti e procedure stratificati nel tempo”, viene spiegato. “L’obiettivo resta uno solo: mettere a disposizione dati e atti verificati e, quando necessario, integrare le informazioni già fornite. Ma allo stesso rigore con cui Montedomini sta ricostruendo, verificando e consegnando centinaia di documenti deve corrispondere altrettanto rigore nella loro lettura, analisi e rappresentazione pubblica”, la rchiesta dell’Azienda che fa sapere di “tentativi di accesso alla documentazione da parte di soggetti terzi non autorizzati”.
Su Montedomini era intervenuta ieri la capogruppo di Firenze democratica Cecilia Del Re, parlando di “risposte parziali” dagli accessi agli atti, “tra dati che non tornano e numeri singolari”, “come per via Faenza 38, immobile che prima ospitava una famiglia in situazione di emergenza abitativa, con una sola offerta presentata, superiore alla base d’asta di 1,56 euro”. Ma quell’alloggio, ribatte l’Azienda “risultava occupato senza titolo dal 2008 e presentava condizioni che rendevano necessario intervenire anche sotto il profilo della sicurezza”. Inoltre “utilizzare la sola data della firma del contratto per ricostruire l’intera vicenda significa omettere la sequenza degli atti che ha condotto alla sottoscrizione”.
L’Asp nella lunga nota invita anche a non confrontare dati “che non hanno lo stesso perimetro”. Ad esempio “gli 11 immobili sono le unità destinate esclusivamente agli affitti brevi. Altri numeri richiamati nel dibattito riguardano invece immobili nei cui contratti non è esclusa, in presenza dei requisiti di legge, una forma di utilizzo turistico-ricettivo”. Su via Magenta 18, citata ancora da Del Re, Montedomini fa sapere di non detenere “attualmente immobili a quell’indirizzo”.