Toscana, scuola: Di Giorgi (PD), “Lavorare per rientro in classe, on line sia  supporto,  non regola”

ritorno in aula
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“La didattica in presenza è la sola che possa assicurare un’esperienza di apprendimento completa, attraverso la valorizzazione del rapporto docente/studente e il complesso di relazioni che intorno a questo si sviluppano. Ho scritto al Ministro Azzolina perché rinnovi il suo appello ai Comuni e alle Province perché si impegnino a supportare le scuole nella ricerca di nuovi spazi. Un patto di comunità per i nostri ragazzi. E i presidi chiedano e pretendano ascolto ai tavoli provinciali che devono occuparsi delle riaperture”, dichiara Rosa Maria Di Giorgi, parlamentare del Partito Democratico, membro della commissione   Cultura della Camera e dell’Ufficio di Presidenza del Pd.


“Servono scuole digitali, una didattica innovativa che utilizza le nuove tecnologie, servono corsi di formazione per i docenti, serve lo sviluppo della rete e della banda larga, ma i ragazzi devono poter avere tutto questo a scuola, in classe, con i loro professori e con i loro compagni.

In conformità con una situazione sanitaria che oggi appare molto meno preoccupante dei mesi scorsi, passare da un metro a 80 centimetri permetterebbe ad esempio  di avere tutti gli spazi necessari, ma se ciò non accadesse a causa del quadro epidemiologico a settembre, la via maestra deve essere la scuola diffusa quando ciò si renderà necessario. Tutti in campo per tenere insieme i ragazzi e per ricreare l’ambiente classe.

Sono altresì convinta che in questo momento sia necessario mettere in campo tutte le migliori professionalità per utilizzare proficuamente le risorse che verranno stanziate. Raccolgo dunque volentieri l’appello dell’Ordine degli architetti e degli urbanisti di Firenze, affinché si istituisca una commissione regionale per valutare come, partendo dalle necessità imposte dalla pandemia, gli spazi e le strutture scolastiche possano essere ri-organizzate con l’obiettivo di migliorare la loro fruizione a vantaggi di docenti e studenti”, conclude la nota.

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