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Sab 10 Ott 2026
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Toscana, salute mentale, 7 toscani su mille si sono rivolti a strutture delle Asl

I motivi sono i più vari, dai disturbi generici a quelli alimentari, dallo spettro autistico ad esempio a disturbi dell’apprendimento o del linguaggio. I dati, relativi alle persone prese in carico ad oggi al Servizio sanitario regionale, sono stati diffusi dalla Regione Toscana in occasione oggi della Giornata mondiale della salute mentale.

Sono oltre 261mila al momento le persone in Toscana che hanno svolto almeno una visita presso i dipartimenti di salute mentale delle Asl. Sette ogni mille abitanti. Di questi 96.889, poco più di un terzo, sono bambini e adolescenti.

“La salute mentale – commenta l’assessora alla sanità e alle politiche sociali della Toscana, Monia Monni – non deve essere posta al centro dell’agenda pubblica solo quando diventa emergenza. Occorre intervenire prima, accompagnando le persone lungo tutto il corso della vita. E’ quello che vogliamo fare e che stiamo facendo”. Per l’assessora priorità e obiettivi sono ben chiari. “Occorre rafforzare prevenzione e intercettazione precoce – dice -. Occorre dedicare una particolare attenzione al disagio dei giovani e degli adolescenti, garantire continuità tra i servizi e portare risposte psicologiche più vicino alle persone, integrare sanitario e sociale”. E poi ancora costruire progetti di vita e percorsi di autonomia, sviluppare nuove forme dell’abitare.

“Insomma – sottolinea Monni – occorre guardare non solo alla malattia e al disturbo clinico, ma alla persona: prendendola in carico nella sua complessità. Su questa strada ci stiamo già muovendo”. Tutto questo, si evidenzia ancora dalla Regione, “ha bisogno anche di un’attenta e puntuale analisi dei dati. Da questo punto di vista la Toscana è già avanti. E’ una delle poche regioni dotata di un sistema informativo unico regionale sul territorio, progettato dal settore Sanità digitale e innovazione, che include anche la salute mentale e che è stato potenziato con i fondi Pnrr. Il prossimo passo sarà affinare ulteriormente questo strumento per monitorare il fronte del disagio giovanile: un cruscotto appositamente dedicato all’emergenza psicopatologica in età evolutiva”