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Ven 25 Set 2026
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Toscana: consiglio approva contributo economico di 3mila euro a donna per ‘social freezing’

 E’ quanto prevede la legge regionale con disposizioni in materia di preservazione della fertilità per fini sociali approvata dal Consiglio della Toscana a maggioranza con voto contrario delle minoranza (FdI-Fi), astensione di Stefania Saccardi (Italia Viva-Casa riformista) e la non partecipazione al voto di Irene Galletti (M5s).

La Regione Toscvana si spiega nella legge, è stata tra le prime a introdurre, con deliberazione del 25 marzo 2019, misure in materia di preservazione della fertilità per fini sociali (social freezing), prevedendo specifiche disposizioni in tema di crioconservazione dei gameti.
La legge approvata oggi punta quindi a introdurre interventi di sostegno economico destinati alle donne che intendono avvalersi del social freezing, in ragione dei costi connessi ai percorsi di crioconservazione.
L’articolo 1 della legge precisa che la Regione, al fine di tutelare il diritto alla genitorialità e alla procreazione quali diritti costituzionalmente garantiti e allo scopo di contrastare il calo demografico, favorisce l’accesso alle tecniche di preservazione della fertilità. Si specifica che il social freezing può essere richiesto dalle donne che desiderano programmare una gravidanza in futuro e che il ricorso a questo strumento è finalizzato ad aumentare la probabilità di riuscita nel caso in cui, con il passare del tempo, si determinino difficoltà di concepimento imputabili ad una fisiologica riduzione della fertilità. Il contributo è accessibile alle donne che possiedono determinati requisiti: età tra 25 e 39 anni, residenza in Toscana da almeno un anno e Isee del nucleo familiare non superiore a 30.000 euro. L’articolo 5 della norma autorizza la Regione a una spesa fino ad un massimo di euro 50.000 euro per l’anno 2026 e di 250mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato il contributo di 300mila euro per il social freezing a fini sociali con 22 voti a favore della maggioranza – composta da Pd, Avs, M5s, Cr con l’eccezione di Stefania Saccardi (Cr) che si è astenuta e Irene Galletti (M5s) che non ha partecipato al voto -, e 12 voti contrari di Fdi e Fi.

Per il presidente della Toscana, Eugenio Giani la legge “è un ulteriore passo avanti nell’attività legislativa e nell’attività amministrativa del cosiddetto campo largo in Toscana. Con questo diventiamo ancora più un modello”.

Per Andrea Vannucci (Pd), primo firmatario, “oggi la Toscana raggiunge un traguardo importante sul terreno dell’equità e della libertà di scelta delle donne. Con l’approvazione della legge sul social freezing siamo tra le prime Regioni in Italia a introdurre una misura strutturale che rende la possibilità di preservare la propria fertilità più accessibile anche a chi rischia di esserne esclusa per ragioni economiche”.

Per il capogruppo Pd, Simone Bezzini, “il punto fondamentale di questa legge è garantire maggiori opportunità di accesso alla preservazione della fertilità, evitando che le condizioni economiche si trasformino in una barriera”.
Per Francesco Casini, capogruppo di Cr, “adesso serve una legge nazionale: questo provvedimento non può restare circoscritto alla sola Toscana e, soprattutto, non può essere trasformato come una risposta al problema della denatalità”.
Per il gruppo di Avs la legge “è una risposta di ascolto e modernità su necessità che spesso non emergono ma che sono sempre più presenti nel nostro paese e nella nostra regione”. Di opinione contraria le opposizioni.

Tra le minoranze, secondo il capogruppo di Forza Italia, Marco Stella, si tratta di una “legge sbagliata, su quello che non riconosco come un diritto. C’è una grande distinzione: chi non può avere figli viene già aiutato, nessuno è stato lasciato indietro. Altro è chi non vuole avere figli, per condizioni economiche, sociali, territoriali”.
Per la capogruppo FdI, Chiara La Porta “di fatto esistono già leggi regionali che prevedono il social freezing e il medical freezing, qual è dunque l’obiettivo di questa legge? A pensare male sembra un po’ uno spot elettorale. Altre Regioni, che hanno già come la nostra una legge sull’argomento, hanno semplicemente erogato in bilancio delle risorse”.