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Lun 28 Set 2026
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Tetto al carburante, scatta la corsa al pieno. Ma ora l’allarme è quello dei gestori

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Tetto al carburante, scatta la corsa al pieno. Ma ora l’allarme è quello dei gestori
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Il tetto ai prezzi di Eni e IP fa scattare la corsa al rifornimento anche in Toscana. Code a Firenze, Prato bloccata attorno al benzinaio di via Cavour. I gestori tuttavia chiedono che il costo degli sconti per il carburante  non ricada su di loro.

Il tetto ai prezzi del carburante è scattato stamattina sulla rete Enilive: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il diesel. Un taglio che, rispetto ai prezzi medi, può far risparmiare fino a 9 euro su ciascun pieno. E si è visto subito quanto, anche in Toscana, le conseguenze economiche delle tragiche guerre in corso si trasformino qui in un tangibile problema da “Paese reale”.

A Prato il benzinaio di via Cavour, alle porte del centro storico, ha conosciuto la maggior affluenza di sempre, rifornendo 3 mila litri in sole due ore, dall’apertura fino alle 9.30. Un vero ingorgo si è formato in quella zona della città, ma altri distributori dello stesso gruppo non sono stati da meno, tanto che sono in molti – fra i gestori – a domandarsi se la fornitura questa settimana potrà essere sufficiente o se dovranno chiudere per eccesso di domanda. Anche a Firenze, intorno alle dieci, i due distributori Eni di via Senese hanno registrato un’affluenza  considerevole. Sempre sulla stessa strada, un impianto Ip non aveva ancora applicato la riduzione, che probabilmente sarà confermata per un mese e nelle prossime ore. Un effetto particolare si è visto anche in Versilia, dove nel fine settimana diversi distributori erano rimasti quasi deserti: molti automobilisti avevano ovviamente preferito aspettare l’entrata in vigore degli sconti.

La preoccupazione dei gestori delle pompe, tuttavia, non riguarda solo la fornitura. Federico Valacchi, presidente regionale di Faib Confesercenti, sostiene la riduzione dei prezzi, ma avverte: «Il costo non può ricadere su chi lavora con margini di pochi centesimi al litro». La richiesta della categoria è dunque che il sacrificio economico sia sostenuto dalle compagnie petrolifere, mentre gli agricoltori toscani sono già sul piede di guerra per le prossime settimane: “Con i costi dell’energia – spiegano d Confcooperative – le nostre imprese rischiano di fermare le produzioni”.