Teatro Mila Pieralli (Scandicci): Batignani & Faloppa in “Costruire è facile?”

Da venerdì 10 a domenica 12 maggio, al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci, alle ore 19 e 21, David Batignani (scenografo-costruttore e performer) e Simone Faloppa (attore di prosa e dramaturgo) presentano un progetto che mette al centro il rapporto tra artigianato e comunità dal titolo “Costruire è facile? – Un modo di trovare soluzioni”.

“Una compagnia teatrale – affermano Batignani & Faloppa – è abituata a impiantarsi in un luogo isolato e al chiuso per verificare il proprio spettacolo, incontrando il pubblico solo al termine di questo processo. Al contrario, la nostra pratica di mestiere (basata sul calore dei materiali e delle relazioni) ci ha spinto a rompere lo schema abituale e ripetitivo della nostra professione. Abbiamo preferito – aggiungono – porci come dei collettori gentili tra i bisogni e i desideri di chi Scandicci la vive e le competenze delle botteghe artigiane specializzate presenti sul territorio dell’Area metropolitana fiorentina”.

Dal 10 al 12 maggio, due volte a sera, 20 spettatori-assistenti sono quindi invitati ad assistere a un atto di creazione condivisa, a partire da uno spazio vuoto e con il solo utilizzo di materiali alla mercé/disattenzione del nostro quotidiano, intimo e personale.

Dal luglio 2015 Batignani & Faloppa, duo che mette al centro del proprio operato l’opera lirica, il circo, le arti plastiche e la costruzione artigianale, attraversano l’Italia indagando il significato e il valore che le comunità assegnano alla parola “costruire”. Il titolo del progetto, non a caso, è una domanda, “Costruire è facile? – Un modo di trovare soluzioni”, e richiama una trasmissione Rai del 1956, “Costruire è facile”, in cui il designer Bruno Munari insegnava ai bambini a farsi da soli i propri giocattoli.

“La manodopera ha un prezzo e una singolarità che nessuna produzione industriale a basso costo può restituirci. Eppure – sostengono Batignani & Faloppa – le cose si rompono, non sappiamo dove mettere le mani, e, quindi, le buttiamo. Nel 1981 Bruno Munari scrive: “L’uso giusto delle tecniche e dei materiali può far nascere un’estetica”. Perciò, occorre far capire che non ci deve essere un’arte staccata dalla vita, di cose belle da guardare e brutte da usare. Il nostro fare, quindi, il nostro essere nel e stare al mondo sono guidati dalle nostre mani”.

“Costruire è facile?” intende analizzare il rapporto tra artigianato, tradizionale o artistico, e comunità, affrontando temi come il significato psico-emotivo individuale del costruire, la manualità come luogo di competenza autobiografica, il riuso e il riciclo, l’avvelenamento del territorio come pratica dell’abbandono. In preparazione dello spettacolo, verrà effettuato un censimento delle botteghe artigiane tradizionali e un recupero dei materiali di risulta, in modalità di baratto. Ci sarà inoltre un laboratorio artigiano itinerante (su due carrelli) nei luoghi di riferimento visibili della comunità scandiccese.

“Lo spettacolo dà poi campo all’urgenza inclusiva di rispondere alla domanda che il progetto porta nel titolo, insieme, dal vivo – conclude il duo– con la semplicità dei gesti e delle relazioni, l’atto costruttivo di Costruire è facile? si trasforma in una comunione di piazza, costruendo una comunità permanente tra 20 spettatori-assistenti per volta”.

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