Tavolo Gkn: Todde, ‘Se si prendono soldi dallo Stato bisogna poi essere coerenti’

Tavolo Gkn

Tavolo Gkn: è iniziata intorno alle 15.30 la nuova riunione del tavolo sulla vertenza Gkn, convocato a Firenze dalla viceministra allo Sviluppo economico, Alessandra Todde, e dedicato alla vertenza della fabbrica di Campi Bisenzio di cui la proprietà ha deciso la chiusura col licenziamento dei 422 dipendenti.

In contemporanea con l’incontro, alcuni lavoratori Gkn stanno facendo volantinaggio a Firenze alla stazione di Santa Maria Novella, in piazza Bambine e bambini di Beslan, e in piazza Beccaria.
“Ho convocato l’azienda e le istituzioni locali, Regione e comuni coinvolti e ho deciso, anche questa volta, di fare il tavolo direttamente a Firenze”. Così la viceministra allo sviluppo Alessandra Todde su Facebook prima del tavolo. “L’obiettivo di oggi è aprire una trattativa per soluzioni che salvaguardino il perimetro occupazionale. Come ho già ribadito, le ristrutturazioni sono lecite, le delocalizzazioni annunciate via mail sono inaccettabili. È importante – conclude – procedere con il confronto tra le parti per trovare una soluzione ad una vertenza così difficile”.

“Noi non stiamo discutendo se sia possibile aprire o no una procedura, stiamo discutendo che un simile atteggiamento scarica tutta la responsabilità sociale dei lavoratori solo sulle istituzioni: i lavoratori non sono un qualcosa da prendere o scaricare, per questo siamo intervenuti in maniera così forte”. Lo ha affermato la viceministra, secondo quanto si apprende, al tavolo sulla vertenza Gkn in corso a Firenze.

“Questo tavolo serve a trovare delle soluzioni serie e concrete, che mettano in sicurezza il perimetro occupazionale e l’attività produttiva”, ha spiegato Todde, osservando che “l’incontro è stato convocato dal Mise perché abbiamo deciso di gestire questo tipo di vertenza in maniera corale con tutte le istituzioni”. Inoltre, ha aggiunto la viceministra, “ci risulta che il gruppo Gkn abbia utilizzato fondi dello Stato in misura sostanziale, provenienti dalle due Regioni che ospitano gli stabilimenti. Se si prendono i soldi dello Stato, si deve mantenere un atteggiamento coerente da parte del gruppo, senza fare scelte unilaterali sulla vita dei lavoratori e senza evitare di coinvolgere per tempo le istituzioni”. 

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