‘Suona la Martinella, Firenze si ribella’ e di lato ‘No racism’ e ‘No fascim’: così è scritto sul grande striscione che campeggia dalle 12 sopra il Memoriale delle deportazioni nel quartiere fiorentino di Gavinana, in occasione della prima delle iniziative in programma per ‘rispondere’ alla passeggiata identitaria di stasera di Futuro nazionale e del suo leader Roberto Vannacci che partirà dalla vicina piazza Bartali.
Oltre un centinaio i partecipanti all’iniziativa di Aned, Anpi, Arci e Cgil, alcuni politici e rappresentanti istituzionali, bandiere e gonfaloni, e gli striscioni ‘Firenze è antifascista e antirazzista’ e ‘Più Tanucci meno Vannacci’, dal nome della piazza dove ha la sede cittadina di FnV. Atteso l’arrivo della sindaca Sara Funaro.
“La giornata di oggi ha un significato importante – dice il presidente della sezione Aned Firenze Lorenzo Tombelli -. C’è una partecipazione della città per ribadire che ciò che è successo 80 anni fa non può essere riscritto e quella politica che Vannacci oggi richiama è una politica razzista contro le donne. Sta alla città, a noi, alle associazioni, alle istituzioni, rispondere con segnali chiari e precisi perché da una parte c’è il fascismo, dall’altra c’è la Costituzione repubblicana”, aggiungendo che la Carta “è stata scritta anche nei campi di concentramento, non solo sulle montagne”. La presidente di Arci Firenze Marzia Frediani sottolinea che “non siamo qui per essere e soltanto contro qualcosa, ma anche per ricordarci il modello di comunità per cui tutti i giorni lavoriamo”.
Bernardo Marasco, segretario della Cgil Firenze, afferma: “E’ giusto non lasciare questi luoghi della città senza un presidio e dare un messaggio a questo machismo caciottaro”. Carla Rossetti dell’Anpi provinciale sottolinea che essere “in questo luogo è un monito per chi sta parlando oggi di remigrazione, che non è una cosa che appartiene al passato. Hannah Arendt diceva che le cose nella realtà umana si tendono a ripetersi e i simboli servono affinché questo non avvenga”.

