Strage Viareggio: processo appello in corso a Firenze

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Immagine di repertorio

La prima udienza del processo di appello di Firenze sulla strage ferroviaria di Viareggio si è aperta, stamani, con una camera di consiglio del collegio per decidere sull’ammissione o meno delle telecamere in aula. Il presidente Paola Masi e i giudici a latere Anna Favi e Giovanni Perini hanno deciso di non ammettere fotografi ed operatori tv.

La strage ferroviaria di Viareggio (Lucca) il 29 giugno 2009 costò la vita a 32 persone per l’esplosione del gpl fuoriuscito da un vagone cisterna deragliato alla stazione viareggina. Nella discussione le parti civili si sono dette a favore, in particolare gli avvocati dei familiari delle vittime. Le difese dei 32 imputati si sono invece dette contrarie. E anche il sostituto pg Luciana Piras e il pm di Lucca Salvatore Giannino, che l’affianca nel processo, si sono detti contrari per evitare il rischio che il processo si trasformi in un evento-spettacolo.

In primo grado il tribunale di Lucca, il 31 gennaio 2017, condannò, a vario titolo, 23 imputati e ne assolse 10. Tra i condannati Mauro Moretti a 7 anni come ad di Rfi (ma fu assolto come ad di Fs) e Michele Mario Elia a 7 anni e 6 mesi che ne era stato successore al vertice dell’azienda. Moretti non è in aula ed è stato dichiarato contumace come gli altri imputati assenti. Non compare più fra gli imputati il manager di Trenitalia Salvatore Andronico, condannato in primo grado, ucciso col figlio il 21 ottobre scorso dal vicino di casa a Sesto Fiorentino per una lite.

Numerosi gli avvocati difensori e di parte civile (oltre settanta sono quelle costituite) presenti in aula. Nutrita anche la presenza di cittadini di Viareggio insieme ai familiari delle vittime, arrivati in auto e con un pullman. Le imputazioni contestate a vario titolo sono disastro ferroviario, omicidio colposo, incendio colposo, lesioni plurime. Sul reato di incendio colposo l’associazione ‘‘Il Mondo che vorrei”, che riunisce i familiari delle vittime della strage, ha ricordato con un volantino distribuito fuori dal Palazzo di Giustizia la sua contrarietà, già più volte espressa, ad applicare la prescrizione. “Come è possibile – sostengono – accettare che simili reati possano essere prescritti?”. Sempre all’esterno del Palazzo di giustizia di Firenze l’associazione ha allestito un punto informativo in cui dà conto della strage e delle sue vittime nonché del complesso procedimento penale che ha avviato.

Tra le altre questioni preliminari emerse alla prima udienza, le difese hanno riproposto i loro dubbi sulla composizione del collegio del tribunale di Lucca del processo di primo grado, chiedendo l’annullamento di quella sentenza. La questione era già emersa in primo grado e riguardava la presenza tra i giudici chiamati a formare il collegio di magistrati legati a Viareggio, anche per averci svolto la professione quando il tribunale di Lucca vi aveva una sede distaccata.


Il sostituto pg Luciana Piras ha definito “eccezione infondata” ed “eccesso di scrupolo di difesa” la richiesta, nonché ha evocato l’istituto “della legitima suspicione, che ha segnato – ha detto – una delle pagine più tristi della storia giudiziaria”. Piras ha sottolineato che se si dovesse attribuire “all’aria comunitaria respirata nelle piccole realtà capacità di condizionamento dei giudici dovremmo trasferire i processi altrove, non solo da Lucca e Viareggio ma anche da tutte le città piccole che sono sedi di tribunale come Siena, Oristano o la minuscola Tempio Pausania”, ha concluso facendo degli esempi.


La corte si è riservata ogni decisione sulle questioni preliminari alle prossime udienze. “Il processo”, ha detto il presidente Masi, “risolte le questioni preliminari, sarà poi organizzato ‘a blocchi’, a temi”. Il calendario prevede la prossima udienza il 19 dicembre e, a seguire, il 21 e 23 dicembre. Udienze serrate, poi, ogni lunedì, martedì e giovedì del mese, a febbraio e marzo 2019.

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