Sanità: Toscana spende oltre 1,5 milioni€ per preti in corsia

I religiosi diventano pertanto veri e propri dipendenti ospedalieri inquadrati con contratto di categoria Ds. Tale importo grava interamente sul sistema sanitario regionale.

Attualmente i sacerdoti impegnati in corsia a Careggi sono 7 ed il costo complessivo per il relativo trattamento economico ammonta a € 229mila. A questi religiosi si aggiungono, a supporto, 15 collaboratori volontari impegnati a titolo gratuito nel servizio di assistenza religiosa.
Aou pisana, invece, ha in piedi una convenzione con l’ordinario diocesano attualmente in corso di rinnovo. La convenzione, che disciplina il rapporto secondo quanto previsto dalla normativa dello Stato e regionale, prevede  la presenza in ospedale di 7 assistenti religiosi. Il costo totale è di 258mila euro l’anno. Il Meyer di Firenze ha un solo religioso impegnato ed il costo ammonta a 32mila euro.

Aou Senese ha un costo totale di 116.959 euro, Aou Toscana Centro un costo totale di  655.000€ all’anno, divisi fra chi ha mansioni sanitarie e non. Infine, per Asl Toscana sud est il costo sostenuto per le preghiere in corsia, ammonta a € 318.000,00: in tutta l’azienda sono impegnati 10 religiosi.

Nonostante si tratti sicuramente di un servizio di indubbia utilità per le persone credenti, molte polemiche sono sopraggiunte per il lauto stipendio che i sacerdoti ricevono.
La polemica si innesca perchè secondo molti, il Vaticano avrebbe le possibilità economiche per pagare ogni spesa sostenuta direttamente, senza gravare sui bilanci regionali. In Toscana infatti, nell’ultimo anno, la spesa per l’assistenza religiosa cattolica ammonta a 1,5 milioni di €.
Le aziende sanitarie possono assumere sacerdoti tra il proprio personale dipendente a seguito del passaggio della sanità in mano alle singole Regioni. Queste hanno  Nonostante si tratti sicuramente di un servizio di indubbia utilità per le persone credenti, molte polemiche sono sopraggiunte per il lauto stipendio che i sacerdoti ricevono.
Infatti, 77 religiosi sono stati assunti per assicurare nelle strutture di ricovero l’esercizio della libertà religiosa, l’adempimento delle pratiche di culto e il soddisfacimento delle esigenze spirituali proprie della confessione cattolica, nel rispetto della volontà e libertà di coscienza dei cittadini. Questo è stato possibile grazie al protocollo d’intesa firmato tra la Regione e la Conferenza episcopaletoscana. Al personale di assistenza religiosa spettano le progressioni economiche orizzontali di categoria previste dalla contrattazione collettiva vigente.
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Stefano
Stefano
4 anni fa

Assurdo !!!