Rossi su addio di Marchionne: ”Il mio post? Nulla da rimproverarmi”

marchionne

Il presidente della Giunta regionale della Toscana Enrico Rossi ha commentato le polemiche sul suo post Facebook riguardo la malattia dell’amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne. ”La mia è una valutazione politica, il resto è attacco strumentale”.

In seguito alle polemiche mosse sul post di Rossi in merito all’addio di Marchionne a Fca, il presidente della Regione Toscana ha replicato: “Non ho nulla da rimproverarmi, in un momento doloroso, con profondo rispetto verso la persona, ci sono stati alcuni politici che hanno pensato di dire che Marchionne ha fatto sempre tutto bene, e ci sono quelli come me che hanno sottolineato che Marchionne è stato una persona capace soprattutto per gli azionisti, ma lo è stato meno per i lavoratori e per gli interessi industriali del Paese”.

“Ho detto questo con tutto il rispetto per la persona – ha proseguito Rossi – Mi sono comportato come si sono comportati tutti gli altri, con il massimo rispetto per la persona e per il dolore, con la vicinanza e anche una certa simpatia personale. E’ una valutazione strettamente politica, ho pensato che dovessi dirlo liberamente”.

Rossi ha concluso dicendo: “Gli interessi industriali e dei lavoratori dovevano essere difesi di più anche dalle politiche del governo: la Fiat è stata portata a Londra, in Olanda, è stata centrata sugli Stati Uniti. Dov’era il governo quando tutto questo accadeva? E’ una domanda che ci possiamo fare, come altri salutano le cose buone che questo grande manager ha fatto. Il resto mi pare un attacco strumentale”.

Il servizio di Gimmy Tranquillo:

Anche il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, rispondendo ai giornalisti, ha commentato la vicenda: ”Ho letto il post su cui si sono concentrate tante polemiche e non l’ho trovato una scelta felice. Ritengo la figura di Marchionne una figura molto importante per l’industria italiana; il ruolo che ha avuto per la Fiat, nelle trasformazioni di questi anni, e l’intesa con la Chrysler, hanno sicuramente garantito occupazione e una posizione di grande importanza nello scenario internazionale del mercato dell’auto. Ritengo che si debba guardare a questi aspetti positivi, le posizioni politiche in questo momento dovevano magari esser lasciate da parte”.

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