Renzi pensa all’aeroporto di Firenze nel suo “Piano Shock”

Piano Shock

Firenze, Matteo Renzi ha presentato il suo “Piano shock per l’Italia”, si tratta di una serie di provvedimenti che “consentano al nostro Paese di ripartire – si legge nel primo paragrafo del documento – L’obiettivo è chiaro: attuare misure shock per dare nuovo slancio all’Italia, sbloccando i cantieri delle opere pubbliche, fermi a causa di intoppi burocratici”.

Leggendo i sei articoli del Piano Shock, non si può non speculare che alcuni di essi siano stati scritti proprio con l’aeroporto di Firenze in mente, soprattutto a pochi giorni dalla sentenza del Consiglio di Stato che obbliga a ripvedere il progetto per arrivare ad un nuovo decreto di VIA, con tempi che vengono stimati tra i due ed i tre anni.

Tempi che potrebbero far correre il rischio, per ora a livello di rumors, che il magnate argentino Eduardo Eurnekian, visto le lungaggini e le incertezze dell’iter progettuale, potrebbe decidere di abbandonare Toscana Aeroporti Spa, la società che gestisce gli scali di Firenze e Pisa, di cui al momento è azionista di controllo con il 62,2%.

Bisogna fare più in fretta quindi, ed ecco quindi l’articolo 2 del “Piano Shock” che darebbe all’aeroporto di Firenze la stessa velocità di realizzazione di quella adottata per la costruzione del Nuovo Ponte Sul Polcevera: “Prevede che il Governo individui, sulla base delle scelte strategiche per il Paese, interventi infrastrutturali prioritari per i quali disporre la nomina di Commissari straordinari. I Commissari sono responsabili di tutto il processo che va dalla progettazione all’esecuzione sul modello del Commissario di Genova e dell’Expo”.

Ed ancora, a limitare i tempi di eventuali ricorsi, ci penserebbe l’articolo 3: “Per tutti le opere di interesse strategico, vengono definiti termini perentori per le impugnative e per i pronunciamenti dei ricorsi”.

Ma più esplicito di tutti è l’articolo 5 che parla proprio di VIA/VAS, che sono proprio i prossimi passi che dovrebbe muovere il progetto di ampliamento dell’Aeroporto di Peretola, dopo la devastante sentenza del Consiglio di Stato: “Si prevedono semplificazioni in materia di VIA, rendendo perentori i termini previsti dal Codice ambiente per il rilascio delle autorizzazioni, in caso di rinnovo della Commissione VIA/VAS e del Comitato tecnico”.

A tutto questo si aggiungono le dichiarazioni del deputato di Italia Viva, Luciano Nobili, che ricordando come ci siano 907 ricorsi all’anno alla giustizia amministrativa in materia di opere pubbliche, spiega come una delle misure del Piano Shock, sia “NO TAR”, nel senso che per tutte le opere che vengano definite di interesse strategico nazionale si prevedano “termini perentori per le impugnative e i pronunciamenti”, fissandone addirittura i termini rispettivamente di 30 e 60 giorni, in modo che “si sa entro 90 giorni se l’opera può andare avanti o no”, prevedendo inoltre una cauzione da parte del ricorrente in caso di sospensiva del TAR che si perde in caso di decisione di manifesta infondatezza del ricorso.

Gimmy Tranquillo

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Chi lo dice che la pista per Firenze..in presenza già di un altra.sis un emergenza nazionale..siamo al delirio, altro che egocentrismo, questa e prepotenza e arroganza..succedeva qualcosa del genere 95 anni fa, abbiamo visto come è finita e quanta miseria abbiamo vissuto