🎧 Processo Martina Rossi, avvocato genitori: “Una sentenza che fa onore alla verità”

processo Martina Rossi
Foto Controradio PRESIDIO DI NON UNA DI MENO davanti al Tribunale di Firenze, presente ad ogni udienza del processo.
🎧 Processo Martina Rossi, avvocato genitori: "Una sentenza che fa onore alla verità"
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Processo Martina Rossi: lo dichiara l’avvocato Luca Fanfani, uno dei legali dei genitori di Martina Rossi ai microfoni di Chiara Brilli dopo la lettura della sentenza della Corte d’Appello di Firenze. Nel pomeriggio di oggi il presidente del collegio, Alessandro Nencini, ha pronunciato il verdetto di condanna nei confronti di Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi.

La Corte d’appello di Firenze, al termine del processo bis dopo il rinvio disposto dalla Cassazione, ha condannato a 3 anni di reclusione ciascuno il 28enne Alessandro Albertoni e il 29enne Luca Vanneschi, entrambi di Castiglion Fibocchi (Arezzo), per tentata violenza sessuale di gruppo, reato in conseguenza del quale sarebbe morta Martina Rossi, la studentessa genovese di 20 anni precipitata la notte del 3 agosto 2011 dal sesto piano di un albergo a Palma di Maiorca, dove era in vacanza con le amiche. La sentenza è stata emessa oggi pomeriggio, alle 16, ed è stata letta dal presidente Alessandro Nencini. In aula erano presenti i due giovani condannati e i genitori di Martina, Bruno Rossi e Franca Murialdo, che hanno lottato a lungo per far riaprire il caso. La Corte ha accolto la pena illustrata dal sostituto procuratore generale Luigi Bocciolini, lo scorso 7 aprile: al termine della sua requisitoria aveva chiesto la condanna dei due giovani a 3 anni di reclusione, che peraltro si estinguerà per prescrizione tra la fine della prossima estate e l’autunno. Le difese dei due imputati nell’udienza dello scorso 14 aprile avevano chiesto l’assoluzione per i loro assistiti ipotizzando che la giovane genovese si sarebbe suicidata gettandosi dal terrazzo dell’abergo e non sarebbe scivolata mentre cercava di passare da un terrazzo all’altro dell’hotel nel vano tentativo di evitare uno stupro.   Dopo indagini in Spagna dove il caso fu archiviato come suicidio, i genitori di Martina sono riusciti a far riaprire il caso.

In primo grado ad Arezzo il 14 dicembre 2018 i due imputati vennero condannati a 6 anni di reclusione per tentato stupro e morte in conseguenza di altro reato (poi estinto per intervenuta prescrizione). Il 9 giugno 2020 la Corte d’appello di Firenze aveva assolto Albertoni e Vanneschi “perché il fatto non sussiste”. La Suprema Corte di Cassazione lo scorso 21 gennaio ha annullato la sentenza di assoluzione disponendo un nuovo processo per i due imputati. Oggi la condanna per gli imputati da parte della Corte d’appello di Firenze nel processo bis.

“I giudici hanno riconosciuto che nostra figlia è stata ammazzata, non è morta per un gioco. Con questa sentenza ci sembra di aver recuperato l’affetto di nostra figlia, la sentiamo di nuovo al nostro fianco. La nostra lunga battaglia lunga dieci anni non è stata inutile”. Lo hanno detto i genitori della vittima.
“Una condanna a tre anni di reclusione sembra una pena bassa – ha aggiunto il padre Bruno – Ma per quanto bassa possa essere questa quantità di pena noi siamo convinti che anche Martina sarebbe contenta, soddisfatta per questa sentenza: perché riconosce innanzitutto che è stata uccisa, che non è rimasta vittima di un tragico gioco”.
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