Prato, Si Cobas denuncia “Texprint fa serrata”. Domani manifestazione di protesta

sciopero Texprint Prato

Alla Texprint di Prato Da più di 40 giorni i lavoratori in sciopero “, tutti pakistani e bengalesi, “chiedono la fine di turni massacranti di 12 ore al giorno per sette giorni la settimana e il rispetto del contratto nazionale e delle leggi in materia di lavoro”.

“Dopo l’annuncio della chiusura di tutte le trattative la Texprint ha deciso per oggi la serrata. Lo stop alle attività produttive come risposta alle rivendicazioni degli operai in sciopero è un fatto gravissimo”. Lo riferisce il sindacato Sì Cobas sulla stamperia industriale a Prato dove “da più di 40 giorni i lavoratori in sciopero “, tutti pakistani e bengalesi, “chiedono la fine di turni massacranti di 12 ore al giorno per sette giorni la settimana e il rispetto del contratto nazionale e delle leggi in materia di lavoro”, denunciando “anche per la Texprint la drammatica realtà di sfruttamento che continua a ‘contraddistinguere’ il distretto
tessile pratese, in particolare quello a conduzione cinese”.

L’azienda, chiede Sì Cobas, “si sieda subito ad un tavolo con il sindacato e con i delegati dei lavoratori per trovare un accordo che riporti le condizioni di lavoro a quelle previste
dalle leggi e dai contratti nazionali”, mentre invece “con la serrata si vuole mandare un messaggio inquietante in tutto il distretto: o si accettano condizioni di lavoro di vero e proprio sfruttamento oppure si rischia di perdere il posto di lavoro”.
Domani sabato 6 marzo alle ore 16 in piazza del Comune a Prato si terrà la manifestazione a sostegno della lotta degli operai Texprint. “Parola d’ordine: ‘8×5′. Nella Prato del 2021 chiedere di lavorare otto ore e godere di giorni di riposo è un atto rivoluzionario”, spiega Sì Cobas.

“E’ questo il momento in cui è importante per chiunque abbia a cuore i diritti e la dignità del lavoro di affermare con forza che un altro modo di lavorare nel distretto può e deve esistere — prosegue Sì Cobas nella stessa nota sindacale -. E’ con questa convinzione che la mobilitazione sindacale va avanti, forti dei risultati già raggiunti in molte aziende (ultime tra queste la Sunshine e la Tintoria 2020 sempre al Macrolotto) dove grazie agli scioperi oggi si lavora con dignità e rispetto dei contratti nazionali”.

Inoltre, il 10 Marzo una delegazione del sindacato incontrerà l’Unità di Crisi della Regione Toscana in merito alla vertenza in corso alla Texprint. “Abbiamo richiesto alla Regione Toscana la convocazione di un tavolo che riporti l’azienda alle trattative – concludono -. Di fronte allo sfruttamento le istituzioni non possono essere arbitri”.

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Alessandro
Alessandro
1 anno fa

VERGOGNOSO
che ancora succedano queste cose, e meno male che siamo una Nazione Democratica e Civile.
Moltissimi anni fa’ furono fatti scioperi proprio per questo, per avere una qualita’ della vita migliore, per poter dedicare del tempo alla propria famiglia, ai figli.
Riuscirono ad ottenere orari piu’ decenti, riposo settimale nelle varie categorie, e paghe piu’ giuste.
Adesso nel 2021 ci troviamo che stranieri sfruttano altri stranieri, calpestando tutti I diritti umani, che bel progresso che abbiamo fatto.
Vedo molti di questi ragazzi, la mattina quando e’ ancora buio in sella alle loro biciclette si recano al lavoro con qualsiasi tempo,sono scappati da un inferno, per cercare di trovare almeno un purgatorio, ed invece si ritrovano in un’altro inferno.
Ma io dico la politica DOVE STA’?
ma dove’ quella bella, sana politica al fianco del cittadino, per combattere ogni sorta d’ingiustizie?
Sembra proprio che questo sistema si sia inghiottito tutto, anche gli essere umani, ormai quello che conta e fare soldi, il modo con cui si fanno non e’ importante.una grande DEMOCRAZIA deve avere basi solide, basata sui valori umani come rispetto verso il prossimo,
L’Obesita’ della politica non e’ riuscita’ a valutare quello che poteva succedere con l’arrivo in massa di queste persone, e ancora piu’ grave e’ quello che sta succedendo a questa citta’.