Nuovo importante sviluppo giudiziario a Prato sul fronte della cosiddetta “guerra delle grucce”. La Corte d’Appello ha confermato le condanne per tentato omicidio nei confronti di sei cittadini cinesi, ritenuti responsabili di una brutale aggressione avvenuta nell’estate del 2024.
PRATO Anche in secondo grado l’ipotesi dell’accusa trova pieno accoglimento: conferma della condanna per tentato omicidio nei confronti di 6 cinesi, ritenuti responsabili di un tentato omicidio che ha gettato la prima fondamentale luce sulla cosiddetta guerra internazionale “delle grucce” fra clan criminali orientali.
I fatti risalgono alla notte del 6 luglio 2024, quando l’imprenditore Zhang Chang Meng fu pestato e accoltellato all’interno di un locale della città da un commando di connazionali. Un attacco violentissimo: prima i colpi, poi le coltellate all’addome, fino all’abbandono in strada. Alla base dell’aggressione c’era il rifiuto della vittima di aderire a un sistema di controllo del mercato, come lo stesso imprenditore ha rivelato al suo risveglio dopo un lungo stato di coma collaborando in maniera decisiva con gli investigatori. I giudici hanno confermato per tutti gli imputati la pena di 7 anni e mezzo di reclusione, già stabilita in primo grado, oltre al risarcimento dei danni per la vittima e i familiari.
La sentenza, che va oltre il singolo episodio, si inserisce nel più ampio contesto delle tensioni tra gruppi imprenditoriali legati al settore della logistica e della fornitura per il pronto moda, un mercato miliardario che trova a Prato il suo epicentro europeo
Le indagini della procura di Prato e della Direzione distrettuale antimafia di Firenze hanno infatti mostrato come questo sistema non si fermi ai confini locali, ma abbia ramificazioni anche all’estero.

