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Il 28 settembre 2026, la Corte d’Assise di Roma ha emesso la sentenza di primo grado nel processo per la morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso al Cairo nel 2016. Condanna a 10 anni di reclusione per tre agenti dei servizi segreti egiziani ritenuti responsabili di sequestro di persona pluriaggravato e concorso in lesioni e torture. La Corte ha ridotto le pene rispetto alle richieste della Procura (che andavano da 17 anni fino all’ergastolo) poiché i giudici non hanno riconosciuto la colpevolezza per l’omicidio volontario.
I genitori di Giulio Regeni e la loro avvocata Alessandra Ballerini si sono dichiarati soddisfatti per il traguardo giudiziario dopo 10 anni di depistaggi, chiedendo al Governo italiano di interrompere i rapporti diplomatici e commerciali con il Cairo.
ne parliamo con la professoressa Deborah Russo, docente di Diritto internazionale presso l’ateneo fiorentino.
I genitori di Giulio Regeni e la loro avvocata Alessandra Ballerini si sono dichiarati soddisfatti per il traguardo giudiziario dopo 10 anni di depistaggi, chiedendo al Governo italiano di interrompere i rapporti diplomatici e commerciali con il Cairo.
ne parliamo con la professoressa Deborah Russo, docente di Diritto internazionale presso l’ateneo fiorentino.


