A Prato, all’indomani della sconfitta al primo turno delle Comunali, il centrodestra toscano si ritrova a fare i conti non solo con una sconfitta, ma con un vero e proprio terremoto politico interno.
Nel centrodestra toscano, i giorni dopo il primo turno delle Comunali sono quelli delle accuse reciproche. A Prato, soprattutto, la sconfitta contro Matteo Biffoni apre una fase di tensione interna che coinvolge Fratelli d’Italia e tutta la coalizione. Il dato pesa: Gianluca Banchelli si ferma al 28,8%, oltre tredici punti sotto il risultato ottenuto dal centrodestra appena due anni fa con Gianni Cenni: il peggior risultato della coalizione di sempre. Un arretramento netto che nessuno prova davvero a minimizzare. Lo stesso Banchelli parla apertamente di occasione mancata: “Venti giorni di campagna non bastano”, dice, sottolineando il clima di sfiducia trovato in città e puntando il dito contro l’assenza di una vera proposta civica capace di allargare il consenso oltre i partiti tradizionali. Del resto è sufficiente guardare al passato o dall’altra parte del campo, per capire quanto una lista civica in coalizione possa avere un peso decisivo alle amministrative. Ma il passaggio politicamente più pesante arriva dall’interno del partito del candidato, Fratelli d’Italia. La capogruppo regionale Chiara La Porta definisce il risultato “una ferita” e chiede esplicitamente l’apertura di una nuova fase interna, parlando di “rinnovamento” e perfino di stagione congressuale dentro il partito e nel centrodestra pratese. Parole che certificano come la discussione non riguardi soltanto il voto, ma la leadership e l’organizzazione futura della coalizione. Anche perché il risultato rotondo di Claudio Belgiorno, il dissidente da FdI che ha sfondato il 6%, richiede un supplemento di riflessione. Anche Forza Italia alza i toni. Il commissario provinciale Francesco Cappelli parla della necessità di “fare tabula rasa”, mentre Rita Pieri rivendica il ruolo degli azzurri e prende le distanze dagli errori della campagna elettorale. Dopo il successo del campo largo a Prato, dunque, il centrodestra si ritrova a fare i conti non solo con una sconfitta numerica, ma con una crisi politica che ora rischia di ridefinire gli equilibri interni della coalizione toscana.


