Firenze, continua il contenzioso legale sull’ippodromo le Mulina

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    Firenze, continua il contenzioso legale sull'ippodromo le Mulina
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    La Pegaso Srl, società concessionaria dell’ippodromo Le Mulina di Firenze, fa ricorso al Consiglio di Stato contro la decadenza della concessione. Prosegue così una disputa cha va avanti da molti anni, mentre il Tar a marzo aveva già dato ragione al Comune che vuole mettere in sicurezza l’area.

    E’ una storia che sembra veramente non vedere la fine. Il contenzioso tra la Pegaso Srl e il Comune di Firenze sull’ippodromo le Mulina va avanti da quattordici anni. Anni in cui l’area è passata da essere il fiore all’occhiello della città al simbolo ed all’emblema del degrado. Fondato nel 1842, ha visto cavalcare generazioni di fantini e cavalli celebri, diventando una delle strutture più prestigiose del settore. Poi i problemi strutturali e finanziari e l’inesorabile declino. Fino alla chiusura nel 2012, quando l’area abbandonata diventa epicentro del degrado e insieme di una delle più lunghe e complesse controversie legali. Nel 2014, il Comune di Firenze ha concesso l’area alla società Pegaso srl con l’obiettivo di riqualificarla. Nel 2016 il Comune ha dichiarato decaduta la concessione per morosità e mancata manutenzione, decisione contestata dalla Pegaso che ha vinto un ricorso al Tar. Poi il clamoroso sequestro di 20.000 metri quadrati nel 2023. Le accuse rivolte al legale rappresentante della Pegaso, Lorenzo Zheng, includono la mancata prevenzione delle occupazioni abusive e l’installazione non autorizzata di strutture prefabbricate. Poi a marzo la sentenza del Tar che ha dichiarato legittima la delibera di decadenza dalla concessione alla Pegaso Srl che si era opposta al provvedimento emesso dal Comune. Chiavi restituite, idee, urgenza di messa in sicurezza e progetti per il futuro. Ma niente da fare. La notizia è che la Pegaso Srl ha presentato un nuovo ricorso, al Consiglio di Stato, e si appella così alla sentenza del Tar per opporsi alla decadenza della concessione. Sentenza però esecutiva. “Nessuno stop alla riqualificazione”, dunque, assicurano da Palazzo Vecchio.