Caso Scaramelli, il Consiglio comunale di Firenze si schiera compatto contro

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    Caso Scaramelli, il Consiglio comunale di Firenze si schiera compatto contro
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    Il caso del nuovo garante toscano per l’Infanzia e l’adolescenza sarà affrontato giovedì mattina nella prima Commissione prima di passare dal voto del Consiglio regionale. Mentre il Consiglio comunale di Firenze si esprime compatto contro Stefano Scaramelli.

    Riparte giovedì mattina l’iter per cercare di risolvere la questione del nuovo Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Regione Toscana. In seno alla Prima commissione, saranno vagliati i nomi e i curricola degli otto candidati. Non più solo del candidato unico con cui parte della maggioranza ha rischiato di arenarsi la scorsa settimana. Era Stefano Scaramelli, per dieci anni Consigliere regionale, non rieletto alle scorse regionali di ottobre, esponente di Italia Viva. In qualche modo da sistemare, per riconoscenza politica ed altri giochi interni ai partiti che con l’infanzia hanno poco a che fare. Italia Viva e il Pd avrebbero e avranno i numeri per risolverla alla vecchia maniera, ma il clamore mediatico e l’intervento di decine di associazioni che si occupano di infanzia hanno trasformato la nomina in un grosso caso politico, che rischia di minare anche la stabilità del Campo largo, data la contrarietà del M5s e di Avs. Non a caso il Consiglio comunale di Firenze si è espresso compatto contro la nomina di Scaramelli, ritenuto non competente in materia. Il Consiglio ha approvato un atto dove si invocano “rigorosi criteri di competenza” ed “esperienza pluriennale”. Quel posto – dice ancora l’Atto approvato dal Consiglio comunale – non è dedicato alla rappresentanza né alla ricollocazione politica. La cosa interessante è che a favore di quell’atto ha votato anche il Pd. Il Governatore Giani non ha commentato il fatto, appuntamento dunque per il voto la prossima settimana in Consiglio regionale. Qui i voti ci sarebbero, come detto. Ma resta in piedi il grosso caso politico con cui fare i conti, anche per tenere insieme la maggioranza.