Pistoia, appalti truccati: nessuna associazione a delinquere

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Per il processo sugli appalti pubblici truccati in provincia di Pistoia la Corte di Cassazione, che si è pronunciata ieri pomeriggio, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal pubblico ministero Francesco Sottosanti dopo la sentenza d’appello con cui i giudici fiorentini avevano confermato l’esclusione del reato di associazione a delinquere.

Stando alla notizia pubblicata oggi da Nazione e Tirreno di Pistoia, per alcuni capi di imputazione per i quali è stata esclusa l’aggravante prevista per il reato di corruzione dall’articolo 319 bis del codice penale, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza trasmettendo gli atti nuovamente alla Corte d’appello affinché ridetermini le pene. Nei confronti del principale imputato, l’ingegnere Marcello Evangelisti, che era a capo dell’ufficio lavori pubblici del Comune di Pistoia (condannato in appello a sette anni e sette mesi), restano alcuni episodi di corruzione e un’accusa di concussione.

La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’accusa che rinnovava la richiesta di condanna anche nei confronti di chi era stato assolto, confermando le assoluzioni dell’ex comandante della polizia municipale Giuseppe Napolitano e dell’imprenditore Cristian Diddi. L’indagine, denominata Untouchables, diretta dal pm Francesco Sottosanti e svolta dalla digos di Pistoia, partì nel 2012 da un esposto anonimo il cui concetto centrale era che a vincere le gare per gli appalti pubblici, a Pistoia, erano sempre le stesse ditte. L’11 giungo 2012 furono eseguite 23 ordinanze cautelari.

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