Lun 27 Mag 2024

HomeToscanaCronacaPistoia: 12 arresti per scommesse clandestine

Pistoia: 12 arresti per scommesse clandestine

Una presunta organizzazione dedita alle scommesse illegali e clandestine è stata scoperta grazie a un’indagine condotta dalla Squadra mobile e dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Pistoia.

Associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività di raccolta di giochi e scommesse e di gioco e scommesse, e anche estorsione, falso, traffico e detenzione di stupefacenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e emissione di fatture per operazioni inesistenti: sono 12 gli arresti in esecuzione di misure di custodia cautelare in carcere (9 in carcere, 3 ai domiciliari con braccialetto elettronico) emessi dal gip di Pistoia su richiesta della Procura pistoiese ed effettuati con il concorso delle Squadre mobili di Prato, Roma, Latina, Lucca e Massa Carrara. Gli indagati sono italiani e cinese.

La procura di Pistoia ha disposto anche  un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un valore complessivo di 1.184.000 euro euro circa. Il sequestro preventivo è stato altresì disposto verso 3 sale giochi e scommesse, 5 società e 1 autovettura. Eseguite anche perquisizioni con il concorso di Sco e Scico.

In totale sono stati impiegati circa 90 poliziotti e 40 finanzieri. Usati anche esperti nell’uso di apparati ad alta tecnologia come il georadar, per scannerizzare le pareti in cerca di vani occulti e un ‘cash dog’ per la ricerca di valuta. Le indagini della procura di Pistoia, , durate oltre un anno, avrebbero consentito, si spiega in una nota degli inquirenti, “di ricostruire l’esistenza di un pervicace fenomeno estorsivo e di un vero e proprio ‘sistema’ di scommesse illegali e clandestine”, sia “online su appositi siti clonati, sia in sale slot” a Prato, “nominalmente riconducibili a cittadini cinesi ma di fatto in mano a due dei soggetti sottoposti a misura cautelare, che ne dispongono pienamente alla stregua di veri e propri titolari, avvalendosi di vari collaboratori”.

Sarebbero anche emerse “reiterate frodi fiscali ideate e gestite da uno degli indagati, cinese, in concorso con diversi altri soggetti a lui collegati, basate sull’intestazione fittizia della titolarità di imprese ad altre persone, sull’emissione di fatture false e sul trasferimento di consistenti somme di denaro in Cina” per evitare di pagare le imposte per “attività imprenditoriali dallo stesso via via acquisite anche tramite le pratiche estorsive”.

Rock Contest 2023 | La Finale

Sopravvissute, storie e testimonianza di chi decide di volercela fare (come e con quali strumenti)