Pericolo fuga: Corte Appello nega scarcerazione Reinhard Falkenberg

Reinhard Doring Falkenberg

La corte d’appello di Firenze ha respinto la richiesta di scarcerazione per Reinhard Doring Falkenberg, il cittadino tedesco arrestato lunedì scorso a Forte dei Marmi (Lucca) perché ricercato dal Cile per sequestro di persona per fatti risalenti ai tempi di Pinochet.

Reinhard Doring Falkenberg, 75 anni, resta così in carcere in attesa dell’udienza per la sua eventuale estradizione.

Secondo quanto appreso Falkenberg,  cittadino tedesco, condannato in via definitiva in Cile per sequestro di persona, è stato arrestato il 22 settembre scorso, e non il 26 come reso noto in precedenza.

Il 24 settembre nei  confronti Reinhard Doring Falkenberg è stata emessa un’ordinanza di misura cautelare su richiesta della procura generale. Il 28 l’uomo è stato sentito dal giudice in occasione dell’udienza di convalida dell’arresto. In questa circostanza il suo legale ha presentato istanza di revoca della misura cautelare.

Gli agenti del commissariato di Forte dei Marmi lo hanno fermato in compagnia di un gruppo di pensionati tedeschi. Reinhard Doring Falkenberg, è accusato di essere stato il carceriere di almeno tre oppositori del regime di Pinochet. 75 anni, era latitante da sedici anni: su di lui un mandato di cattura internazionale La giustizia tedesca lo aveva assolto e lui si sentiva al sicuro, in albergo si era registrato con i suoi documenti.

Il ministero della Giustizia, come previsto in questi casi, ha espresso il suo parere comunicando alla corte di appello l’assenza di elementi ostativi all’estradizione, e chiedendo il mantenimento della custodia cautelare in carcere. Oggi poi la corte di appello ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dal difensore.

Reinhard Doring Falkenberg,  è stato condannato in Cile nel 2005 per il sequestro di persona del fotografico italo cileno Juan Maino Canales, militante del Mapu, partito politico della sinistra cilena. Maino, come riporta la stampa cilena, fu sequestrato a 27 anni insieme a due colleghi e amici, Antonio Ormaechea ed Elizabeth Rekas, dagli agenti della Dina, la polizia segreta cilena. Il fotografo fu poi trasferito nella ‘Colonia Dignitad’, trasformata ai tempi di Pinochet in un centro di tortura e sterminio degli oppositori politici. In base a quanto emerso nel corso del processo celebrato in Cile, riporta sempre la stampa, Falkenberg sarebbe stato uno dei leader della Colonia Dignidad.

L’insediamento erano stato fondato nel 1961 da emigrati tedeschi guidati da Paul Schaefer, ex medico delle SS, accusato di aver creato una setta e di aver circondato l’insediamento con filo spinato, impedendo a chiunque di uscire senza il suo permesso.

Negli anni della dittatura militare cilena (1973-1990), all’interno della colonia furono tenute prigioniere e torturate diverse persone. In questo periodo Falkenberg sarebbe stato uno dei dirigenti della Colonia, e sarebbe stato tra coloro che erano in contatto diretto con agenti della polizia segreta di Pinochet. Nel 2005 dopo la condanna sarebbe fuggito in Germania, trasferendosi a vivere a Gronau. Il 22 settembre scorso è stato arrestato dalla polizia in un hotel di Forte dei Marmi. Gli agenti si sono presentati in albergo dopo l’alert scattato nella banca dati della questura quando il personale dell’albergo ha inserito i suoi dati. Quando è stato fermato si stava preparando per andare a cena con la moglie.

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