Negozi che chiudono per la crisi economica causata dal Coronavirus, Firenze

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🔈Firenze, Confesercenti ha stimato per il 2020 un calo dei consumi in Toscana di circa 7 miliardi di euro, e per il primo trimestre 2021 questo significa una ulteriore contrazione stimata in 1,2-1,5 mld, “i prossimi mesi rischiano di vedere aumentare drammaticamente il numero di cessazioni delle attività e delle chiusure dei negozi, anche nella nostra regione”, affermano a Confesercenti Toscana.

Controradio ha voluto verificare le condizioni sul campo con una serie di interviste sul territorio ad alcuni dei protagonisti di questa crisi senza precedenti che sta colpendo il nostro paese: i proprietari ed i gestori dei negozi.

Iniziamo dal centro storico di Firenze dove la famiglia di Jude Das è proprietaria di quattro negozi di scarpe, Diva Shoes. La settimana scorsa la filiale all’angolo di Via del Corso ha chiuso i battenti.

Ma nel centro di Firenze sono tante le saracinesche abbassate: alcune chiusure sono temporanee e altre definitive come racconta l’antico trippaio di Piazza de Cimatori dietro Piazza della Signoria.

Sentiamo le interviste di Monica Pelliccia a Jude Das del negozio di scarpe Diva Shoes e a Maurizio Marchetti dell’antico trippaio:

Ma la situazione non è certo migliore fuori dalla cerchia dei viali, all’incrocio tra Via Ponte alle Mosse e Via Spontini si susseguono i fondi commerciali vuoti dopo le chiusure dei negozi, alcuni dei quali sono stati addirittura riconvertiti in appartamenti. Solo negli ultimi tre mesi hanno chiuso un forno e un giornalaio che si trovavano vicino alla pizzeria Santa Lucia, come racconta il dipendente Pasquale Natale.

Ma anche allontanandosi ancora di più dalla zona turistica centro storico, anche nella zona più esterna di Novoli/Piazza Puccini le limitazioni dettate dalla pandemia hanno causato la chiusura di alcuni piccoli negozi di quartiere e ristoranti in maniera temporanea o definitiva.

“Noi piccoli commerci si muore tutti” dice Pasquale Natale della pizzeria Santa Lucia, sentiamolo insieme a Cinzia Ugolini, artigiana e Bruno Sanmartano, barista nel servizio di Monica Pelliccia:

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Enrico nistri
Enrico nistri
9 mesi fa

Io sono ristoratore il problema e la classe politica.e dal mese di marzo che penso alla soluzione di questo problema devono dare accesso al credito garantito dallo stato x aziende e le aziende anticipate cassa integrazione,pagare tutti fornitori,tasse,contributi.tutto questo sarebbe costato allo stato 70 miliardi stabilizzando 1500 miliardi di euro.Questo serviva e servirebbe anche ora.I commercianti chiudono e prima di riaprire un negozio passerà 3 4 anni

Cristina Pacini
Cristina Pacini
9 mesi fa

È una cosa che non si può più accettare un anno così basta ehhh la città sta morendo sino.nel cuore di tutti i commercianti