Morto dopo iniezione ‘mezzo di contrasto’ per tac, a 2 giorni dal vaccino

morto
Foto di repertorio

Prato, la procura della città della Toscana, ha disposto un’autopsia sul cadavere di un uomo di 73 anni che è morto mentre stava eseguendo una Tac in un istituto privato della città, accusando un malore subito dopo che gli era stato iniettato il liquido di contrasto.

L’uomo che è morto, aveva effettuato due giorni prima il richiamo all’immunizzazione anti Covid, ricevendo la seconda dose del vaccino Astrazeneca.

Le indagini sono dei carabinieri. Al momento il fascicolo è senza indagati. Il decesso risale a mercoledì pomeriggio in un istituto di Radiodiagnostica alla periferia est di Prato. Subito dopo il decesso sono intervenuti i carabinieri.

I mezzi di contrasto, indispensabili per poter effettuare la Tac, sono sostanze in grado di modificare il modo in cui una regione analizzata appare in un’immagine medica. Praticamente riescono ad alterare il contrasto di un organo, di una lesione, o di qualsiasi altra struttura rispetto al background, in modo da rendere visibili dettagli che altrimenti risulterebbero non apprezzabili.

I due elementi che si usano più frequentemente nei liquidi che costituiscono i mezzi di contrasto sono il bario e lo iodio, quello più usato nella Tac è solitamente un liquido allo iodio, e per poter effettuare esami è necessario portare con sé il consenso informato compilato con il proprio medico, questo perché ci possono essere rischi inerenti al farmaco in caso di insufficienza renale grave e di allergia al medesimo.

I mezzi di contrasto iodati sono quindi controindicati in caso di accertata ipersensibilità allo iodio, insufficienza renale o cardiaca grave e gammopatie, come il mieloma multiplo, che portano a rilascio di elevate quantità di proteine nel plasma.

 

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