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Ven 20 Feb 2026
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Morì in rissa a Prato, 2 arresti e 2 misure dell’obbligo di dimora

Una rissa tra gruppi giovanili antagonisti, legata a “dinamiche di supremazia sul territorio” oltre a rivendicazioni, provocazioni, offese e gelosie.

E’ quanto ricostruito dal gip in merito all’omicidio di un 38enne albanese, avvenuto l’8 maggio scorso a Prato e per il quale ora sono state eseguite misure cautelari nei confronti di quattro connazionali della vittima: per due è scattato l’arresto, per gli altri l’obbligo di dimora. Si tratta di un 19enne, finito in carcere per omicidio e rissa e di un 22enne, ai domiciliari per rissa aggravata, stessa accusa contestata a un 20enne e un 23enne (attualmente detenuto) a cui è stato notificato l’obbligo di dimora il primo a Montemurlo, l’altro a Prato. La rissa avvenne nei giardini tra via Corridoni e via Baracca. A fronteggiarsi, così hanno ricostruito le indagini, un gruppo costituito da due albanesi, presentatosi allo scontro armato con cacciavite e taglierino, e un altro composto da quattro persone tra cui il 38enne poi deceduto: l’uomo fu colpito al petto col cacciavite. All’ospedale finì anche il 22enne. Pochi giorni dopo l’omicidio fu fermato un 17enne con l’accusa di essere il responsabile della morte del connazionale, poi assolto da quest’accusa al processo con rito abbreviato celebrato a novembre scorso, venendo invece condannato invece a due anni (pena sospesa) per rissa e porto abusivo di armi. Ora l’esecuzione delle misure cautelari con l’individuazione del presunto responsabile dell’omicidio nel 19enne.