Mafia: tenuta Suvignano in festa il 23 giugno

la tenuta di Suvignano, sequestrata alla mafia

La tenuta di Suvignano, nel senese, strappata alla mafia e assegnata alla Regione Toscana, apre i suoi cancelli al pubblico con una festa che si terrà il 23 giugno. Parteciperanno Antonino De Masi, imprenditore calabrese che da anni vive sotto scorta per aver denunciato il racket, e la giornalista Federica Angeli, sotto scorta anche lei dal 2013 per le sue inchieste sulla mafia romana. Spazio anche a musica, con la street art band ‘BadaBimBumBand’ e i ‘Modena City Ramblers’, teatro e occasioni per picnic all’aperto con i prodotti agricoli a filiera corta del territorio.

L’appuntamento, è stato spiegato oggi nella sede della Regione a Firenze. Era presente, tra gli altri, l’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli.
L’evento sarà un momento di riflessione, oltre che una festa, per vivere un bene che è tornato di tutti ma anche per parlare delle mafie. Iniziativa che coinvolge i Comuni senesi di Monteroni d’Arbia e Murlo.

La storia della tenuta si Suvignano ha inizio nel 1983 con il giudice Giovanni Falcone che sequestra l’azienda una prima volta all’imprenditore palermitano Vincenzo Piazza, sospettato di aver rapporti con Cosa Nostra. Il costruttore siciliano ne rientra successivamente in possesso poi, tra il 1994 e il 1996 arriva il secondo sequestro. Nel 2007 arriva la confisca definitiva. Nei mesi scorsi (dopo un lungo iter in cui c’è stata anche la possibilità che la tenuta fosse messa all’asta) è arrivata all’assegnazione della Regione, che la gestisce attraverso Ente Terre

La tenuta – 713 ettari di terreno, 685 nel Comune di Monteroni e 18 in quello di Murlo – conta una colonica di pregio, altri 17 edifici e 21mila metri quadri tra immobili e magazzini, e in fine una chiesetta di fianco all’edificio principale. E’ un bene simbolico delle confische alle mafie e alla criminalità organizzate.

“La Toscana – ha dichiarato l’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli – non è terra di mafia ma il fatto che in Toscana faccia affari non va sottovalutato, anzi ci vuole una reazione forte di tutte le istituzioni e della società toscana. Della mafia occorre parlare ad alta voce e va promossa la cultura ed educazione alla legalità, a cominciare dai ragazzi”. Bugli ha ribadito la felicità per l’apertura della tenuta, sottolineando che si tratta “di un evento unico nel panorama nazionale”.

“Ci aspettiamo una grande festa – ha detto il direttore di Fondazione sistema Toscana Paolo Chiappini -. Recuperare più di 700 ettari all’idea di una legalità partecipata e condivisa poteva apparire scontato ma non lo è: dodici anni fa nessuno ci avrebbe scommesso e quindi ci aspettiamo che ci si renda conto del lavoro fatto”.

“La giornata del 23 – ha detto il sindaco di Monteroni d’Arbia Gabriele Berni – rappresenta un nuovo inizio. Per noi Suvignano rappresenta anche una grande opportunità di sviluppo e promozione del nostro territorio”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Vittorio Bugli

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