Livorno: prof sotto istruttoria per accusa ‘frasi razziste’

E’ quanto riporta oggi il Tirreno. In un’intervista pubblicata dallo stesso giornale la docente coinvolta nega tutto, parla di ‘”accuse infamanti” per le quali è “sotto choc”, e spiega di aver scritto una lettera alla presidenza dell’istituto in cui racconta cosa è realmente accaduto.

Un’istruttoria interna è stata avviata in un liceo di Livorno dopo che alcuni genitori hanno
segnalato alla presidenza che una docente avrebbe pronunciato frasi razziste in classe parlando del fenomeno immigrazione. E’ quanto riporta oggi il Tirreno. In un’intervista pubblicata dallo stesso giornale la docente coinvolta nega tutto, parla di ‘”accuse infamanti” per le quali è “sotto choc”, e spiega di aver scritto una lettera alla presidenza dell’istituto in cui racconta cosa è realmente accaduto.
A sollevare il caso, spiega il Tirreno, è stato un post su Fb di una mamma insegnante – circolato poi su Whatsapp – nel quale si afferma che la prof in aula avrebbe accusato gli immigrati di “rubare il lavoro” e di “delinquere più degli altri”. Nel post si racconta anche che tre ragazze si sarebbero alzate in piedi  per dissentire mentre i compagni le prendevano in giro: qualcuno avrebbe fatto anche il saluto fascista.
“Mai detto cose del genere”, si difende la docente che racconta: in classe “stavano trattando un testo argomentativo sul tema della migrazione”, modalità di lavoro con il quale si danno “ai ragazzi due testi nei quali si esprimono” aspetti “contrari e favorevoli rispetto al tema trattato”. Non si spiega come si sia potuti arrivare a parlare di frasi razziste: “Stavo
esponendo i pro e i contro della questione migrazione”,  “sviscerandoli”. La discussione, afferma “ha generato reazioni diverse”, ma nega sia accaduto qualcosa di grave e che qualcuno abbia fatto il saluto fascista.
La scuola, per capire cosa sia davvero accaduto, ha deciso di aprire un’istruttoria. Se il fatto fosse confermato, spiega la vicepreside, “sarebbe molto grave, e sarebbe il dirigente a
prendere i provvedimenti dovuti. Per adesso andiamoci cauti, è  una questione molto delicata e come tale va trattata”.

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