Livorno: gli albergatori dicono no all’aumento della tassa di soggiorno

no tassa di soggiorno

“Il gettito dell’odiosissima (per clienti e titolari delle strutture ricettive) imposta di soggiorno sarebbe destinato a finanziare interventi in materia di turismo, compresi anche quelli a sostegno delle strutture ricettive stesse, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali. Confcommercio: <<Per finanziare una mostra che dovrebbe richiamare visitatori, il Comune aumenta l’imposta che scoraggia i soggiorni lunghi e le presenze business>>.”

Il comunicato stampa di Confcommercio riporta: “A Livorno però si è deciso di aumentare l’imposta per finanziare una mostra. Una bellissima mostra che Confcommercio stessa si è impegnata a promuovere presso negozi, hotel, ristoranti. Ma il cui altissimo costo non può essere fatto cadere solo sugli albergatori, per altro in una stagione dell’anno in cui i ricavi e i profitti sono molto bassi e si tiene aperto solo perché si crede nelle potenzialità della destagionalizzazione e si investe nell’immagine di una città sempre pronta all’accoglienza.

Adesso guardiamo le prenotazioni che sono arrivate alle nostre strutture ricettive dal 7
novembre 2019, data di inizio della mostra di Modigliani, in particolare di turisti che hanno
pernottato a Livorno appositamente per visitare la mostra. Siamo desolati di aver appurato che non c’è stato alcun incremento. E nemmeno ci sarà, se stiamo al sito web della mostra e al suo calendario, che dà disponibilità alta ogni giorno fino alla fine, a parte il 15 gennaio.

L’imposta invece rappresenterà un peso economico ulteriore rispetto al costo del
pernottamento sull’esborso complessivo dell’ospite (per altro non solo fino a febbraio, per la fine della mostra), ed è quindi suscettibile di ridurre l’appetibilità delle strutture ricettive.
E’ una situazione di discriminazione e penalizzazione per gli operatori comunali rispetto ai
concorrenti fuori comune, che in assenza di un regolamento unico a livello nazionale determina una distorsione del mercato. Perché una famiglia che voglia passare due notti a Livorno, eventualmente anche per visitare la mostra, non dovrebbe decidere di risparmiare 10 euro e soggiornare quindi in un comune limitrofo?

<<In campagna elettorale si era parlato di sviluppo del turismo e allungamento della stagione. Questa scelta dell’amministrazione va nel senso completamente opposto, spingendo oltretutto l’albergatore alla nefasta politica del sottocosto. Anche senza il raddoppio, con l’aumento medio del 72% deliberato dal Comune, andremo a collocarci al secondo posto nella classifica toscana della tassa di soggiorno, dietro solo a Firenze, e vicino a Venezia e Milano>>.

Secondo Gianni Vignoli, presidente provinciale Albergatori Confcommercio, <<Il turismo a
Livorno è molto contratto e soprattutto nel periodo invernale abbiamo quasi esclusivamente
presenze business. Molti dei nostri alberghi, non riuscendo a far fronte alle spese di gestione, vengono indotti a trasformarsi in strutture stagionali, una tendenza che ogni territorio vorrebbe piuttosto invertire, per il bene dell’economia e dell’occupazione. Livorno non offre ancora strutture e servizi come altri comuni turistici. Già la tassa di soggiorno attuale viene avvertita come iniqua e spesso siamo costretti ad abbassare i prezzi in modo non sostenibile, semplicemente per concludere una prenotazione. Invitiamo il Comune a ripensarci, altrimenti dovremmo farci sentire con iniziative eclatanti>>.

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