L’intervista a Elephant Brain, vincitori premio SIAE al Rock Contest 2019

Vincitori del premio Siae dell’ultima edizione del Rock Contest 2019, la band di Perugia presenta Niente di Speciale il disco d’esordio. Ascolta l’intervista a cura di Davide Deiv Agazzi

Niente di Speciale è il disco d’esordio dei perugini Elephant Brain, uscito il 17 gennaio per Libellula. Nato nella sala prove di Mantignana, Corciano (in provincia di Perugia), segue l’EP d’esordio della band pubblicato del 2015. Registrato e mixato presso il Fuori Produzioni e il Brigadoon Studio da Jacopo Gigliotti è stato masterizzato presso La Maestà da Giovanni Versari. Un lavoro lontanissimo dall’attuale scena musicale italiana nel quale chitarre e percussioni tornano ad esprimersi vigorose, senza filtri, per un viaggio a ritmi serrati nella realtà di ogni giorno che gli Elephant Brain provano ad esorcizzare proprio attraverso l’espressione in musica.

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Questo disco racconta tutto quello che abbiamo vissuto nei due anni in cui ci abbiamo lavorato, in un momento delle nostre vite molto complicato. Abbiamo condiviso idee, tempo, prospettive, volontà, momenti belli (bellissimi) e brutti (bruttissimi); trasferimenti, rapporti umani interrotti o iniziati, cambiamenti lavorativi, trasferte più o meno lunghe, qualche nuova cicatrice. Tutto senza però perdere di vista l’obiettivo di portare a termine questo album, un lavoro che è diventato per noi uno spaccato di vita: da una parte la musica e la voglia di arrivare alla fine di questo progetto, dall’altra le questioni che, puntuali, tornavano a bussare come un affitto da pagare, le bollette, tornare a casa stanchi da lavoro che ‘vabbè, dai, domani mi ci metto, stasera guardo un film’. Una riflessione anche sulla musica come tempo che è necessario dedicarle sacrificando amicizie, affetti, domeniche, mettendo talvolta da parte perfino quello che ti permette di guadagnare da vivere. Il risultato è un disco profondamente radicato nella realtà di ogni giorno, dalla quale non si può prescindere, con una tracklist che è come un viaggio su un’autostrada senza limiti di velocità, ripetendo assunti come se fossero dei mantra a cui appigliarsi per non affogare in questo mare quotidiano. Fino ad arrivare alla title track, alla presa di coscienza finale.”

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