Lavoro, Nardella: contro dumping tutele minime in tutta Europa

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©Controradio

Lavoro, Nardella: “Il salario minimo è un tema, non ho un’idea definita sul fatto che debba essere introdotto per legge. Certo sono veramente stanco di vivere la frustrazione di incontrare famiglie di lavoratori di fabbriche nel mio territorio che chiudono perché i fondi finanziari proprietari hanno più convenienza ad aprirle dove i salari sono più bassi, i diritti sociali vengono calpestati usando quindi il dumping sociale e salariale”.

Lo sostiene il sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervenendo a Omnibus su La 7 in merito ai temi del salario minimo e del patto sul lavoro proposto nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio, Mario Draghi.

“Questa non è un’Europa seria- aggiunge il sindaco- quindi ragionare di garanzie minime per i lavoratori non solo in Italia, ma in tutta Europa è una grande battaglia di civiltà. In ogni caso non è ammissibile che ci siano salari con livelli netti di 6 euro all’ora, è una roba inaccettabile. Che sia la contrattazione o la norma del Parlamento queste situazioni non devono verificarsi in un Paese come il nostro”.

“È vero, non si può parlare solo di salario minimo. Ho apprezzato ad esempio che Enrico Letta, segretario del Pd, abbia rilanciato l’idea di un patto per il lavoro e lo sviluppo. Questo perché da un lato dobbiamo occuparci delle tutele, ma dall’altro dobbiamo anche porci il problema che le tasse sul lavoro sono fra le più alte d’Europa, siamo il terzo per la tassazione”.

“Abbiamo il cuneo fiscale al 46%- aggiunge- dobbiamo aiutare le imprese ad assumere. La busta paga di un dipendente è bassissima, è meno della metà del valore lordo. Ci sono troppe tasse sul lavoro. Quindi in un patto ci devono stare più tutele, formazione, qualità e sicurezza del lavoro, e dall’altra una riforma fiscale perché altrimenti è difficile far ripartire l’Italia in modo strutturale”.

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