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Mer 4 Nov 2026
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ToscanaCronacaL'Alluvione e l'inizio del cambio di pelle del Quartiere

L’Alluvione e l’inizio del cambio di pelle del Quartiere

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di una nostra ascoltatrice in occasione del sessantesimo anniversario dell’Alluvione di Firenze. Aveva otto anni quel 4 novembre, visse l’alluvione da San Frediamo e ricorda quel momento come uno snodo anche per il futuro del Quartiere.

Sono Gianna sono nata nel 58 in san Frediano e anche se sono una viaggiatrice e mi sento una cittadina del mondo sono molto legata al quartiere in cui ancora risiedo e che penso sia uno dei posti più belli e più umani in cui vivere…. Nonostante tutto.
Mi fa piacere condividere con voi i ricordi di quel 4 novembre quando all’età di 8 anni mi sono trovata coinvolta in un momento storico mi auguro irripetibile, che ha raccolto la solidarietà di tutto il mondo.
In un primo momento io non ho percepito alcun disastro ma un cambiamento si… qualcosa stava accadendo
Nel 66 non avevamo la televisione, sarebbe arrivata di lì a poco, ma la radio dalla mattina presto aveva iniziato a parlare di una misteriosa onda di piena minacciosa che avrebbe fatto esondare l’Arno.
Era un giorno di festa e anche il nonno non era andato a lavorare perché le feste erano rispettate e anche i banchi del mercato erano chiusi. Eravamo tutti a casa ad eccezione del babbo che lavorava fuori Firenze e per lui fu un incubo cercare di tornare dopo due o tre giorni dalla sua famiglia.
Spinti dalle notizie della radio eravamo tutti alle finestre su via della Chiesa, davanti all’albergo popolare, per vedere cosa sarebbe accaduto.
Via della chiesa e’ una strada in leggera salita e già dalla prima mattina ho visto salire inesorabilmente da piazza tasso verso via de’ serragli un’acqua scura e oleosa.
In casa un gran subbuglio per accogliere con la consueta generosità la famiglia del piano terra perché l’acqua verso mezzogiorno aveva riempito le cantine e aveva raggiunto l’altezza del tavolo della Rina e di Alvaro. Questa loro abitazione era anche il laboratorio di Alvaro restauratore/falegname ed io trascorrevo del tempo con lui affascinata dalla sua manualità…. Ho ancora in casa un suo mobiletto che da una parte ha un’evidente bruciatura perché gli aveva preso fuoco improvvisamente un materiale che aveva sul fornello e le fiamme avevano avvolto il mobile sulla destra.
C’era solidarietà fra i condomini, mi sembrava fossimo una famiglia allargata, ognuno teneva le chiavi sull’uscio. Non tutto filava liscio, spesso qualche sceneggiata per i panni che gocciolavano e infastidivano chi abitava di sotto, ma si avvertiva che eravamo una comunità.

Ci si conosceva o si pensava di conoscerci, ci si salutava per la strada e per le scale…
La piena, l’acqua sudicia esondata (piena del gasolio delle caldaie e di tutto quello che aveva trovato nella sua corsa) lascia melma sulle strade, in piazza tasso
Siamo usciti con le galosce in un mondo diverso. In casa mancava acqua e luce.
Il marchese torrigiani aveva allacciato al suo pozzo un impianto idraulico e delle cannelle in via del campuccio erogavano acqua che si recuperava con i fiaschi. Rare erano le taniche di plastica…
Nei giorni successivi arrivarono i camion dell’esercito e i militari distribuivano i beni di prima necessità… pane, latte … c’era un grande caos per le strade, gente che andava e veniva che aiutava i militari a pulire e a lavare le strade.
Una moltitudine che lavorava, alcuni si disperavano per la propria situazione, per lo sconvolgimento della loro vita. Questi gli abitanti dei piani terra alluvionati che erano riusciti a salvare ben poco, in specie gli artigiani che avevano perso anche il loro lavoro.
E poi quando è stato possibile passare i ponti lo sguardo si è allargato sulle devastazioni che tutto il mondo ha visto e condiviso: il ponte vecchio con i negozi sventrati, piazza santa croce con tutti i negozi messa in ginocchio, i volumi della nazionale irrimediabilmente aggrediti, il cristo di cimabue devastato e tutte le altre opere e cose che si sono imbattute nella furia dell’acqua.

Da adulta ho ben chiaro che il ‘66 è stato lo spartiacque tra il vecchio quartiere, e quello che poi sarebbe …