Il candidato del centrodestra in Toscana? Si chiama Coronavirus

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Il candidato del centrodestra in Toscana? Si chiama Coronavirus
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Il  centrodestra dovrebbe essere memore dei disastri che la politicizzazione della sanità determina: pensiamo al caso Di Bella o anche al caso Stamina. Oggi ci riprova con un taglio addirittura più inquietante

La beffa è che i contagiati sono tutti italiani e tutti lombardi. Il danno è che a contagiarli sia stato un imprenditore, italianissimo, di ritorno dalla Cina. Mentre il centrodestra ha scelto la strada della speculazione politica su un terreno estremamente minato e pericoloso come quello della salute, la cosa evidente è che non esiste un caso toscano. Semmai Salvini and company avrebbero fatto bene a rivolgere le loro attenzioni alle regioni in cui governano. Ed avrebbero fatto bene non a chiedere, come fecero i 4 presidenti di regioni nordiste, una quarantena per i bambini cinesi, quanto un’attenzione particolare per le migliaia di manager lombardi in doppiopetto e valigetta che stavano tornano dall’Impero Celeste.
Ma sia sa, pecunia non olet, gli affari non vanno fermati, ci mancherebbe, mentre puntare sulla razza, soprattutto in questa fase, è un modo per acquisire consenso.
Eppure il centrodestra dovrebbe essere memore dei disastri che la politicizzazione della sanità determina: pensiamo al caso Di Bella o anche al caso Stamina, dove, mano a farlo apposta,  si erano tuffati mani e piedi.
Oggi ci riprovano con un taglio addirittura più inquietante. perché se c’è una regola da seguire in questi casi, soprattutto per un politico, è la misura e la ponderatezza.
Valori che evidentemente, in questo frangente così delicato, centrodestra dimostra di non possedere.
Che dire: Non avendo un candidato in Toscana, sembra abbiano deciso di candidare il coronavirus.
Solo che i virus, per loro sfortuna non seguono le logiche degli schieramenti.
DOMENICO GUARINO
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