IL CAFFE’ SCORRETTO, martedì 29 settembre – QUEI VUOTI TRA I BANCHI CHE NESSUNO VUOLE VEDERE

IL CAFFE' SCORRETTO, martedì 29 settembre - QUEI VUOTI TRA I BANCHI CHE NESSUNO VUOLE VEDERE
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L’editoriale di oggi Domenico Guarino. La rubrica va in onda tutte le mattine alle 8.10 nella trasmissione 30 Minuti su Controradio. Per leggere ed ascoltare tutti i ‘caffè’ vai QUI
Centinaia di bambini di origine cinese sottratti all’obbligo scolastico. Accade tra Prato e Firenze e la cosa non sembra fare scandalo. Anzi, a quanto ci raccontano, in alcune scuole addirittura genitori ed insegnanti ‘autoctoni’ tirano un sospiro di sollievo: “meglio, stiamo i più larghi” hanno pensato in molti e qualcuno lo ha anche detto apertamente. Ci piacerebbe sapere cosa dicono invece le istituzioni competenti.
Se cioè è possibile tollerare in nome che per motivi non meglio precisati, anche se tutti sanno quali sono, venga permesso di violare in maniera così palese e scriteriata una legge fondamentale dello Stato italiano, pregiudicando il futuro di un’intera generazione.
Accettare questa situazione significherebbe infatti due cose. Che la comunità cinese ha ragione a non fidarsi della situazione sanitaria delle nostre scuole (e allora verrebbe da chiedersi perché gli altri dovrebbero farlo). Che in nome di una mal intesa ‘integrazione’ si finisce per ammettere il principio di invalidazione delle leggi e della costituzione italiana. Con la conseguenza di alimentare da una parte la tensione sociale già altissima intorno alla scuola ed alla circolazione del covid, e di legittimare, sia pur involontariamente, una visione distorta della comunità cinese come di un gruppo avulso dal consesso civile.
Cosa gravissima in sé, che, paradossalmente, rende ancora più profondo quel fossato che negli anni un lavoro politIco, amministrativo e culturale intelligente aveva via via teso a colmare.
DG
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Marina
Marina
6 mesi fa

Resto a dir poco perplessa dal modo in cui viene trasmessa questa informazione. Viene affrontato un tema importantissimo e delicato con una leggerezza e limitatezza che, ad oggi, non credevo di poter ascoltare in questa radio. “L’informazione” per sentito dire. Complimenti

Francesca
Francesca
6 mesi fa
Reply to  Marina

Concordo con Marina, in fondo basta davvero poco per fare del buon giornalismo: una telefonata agli istituti comprensivi che presentano il più alto tasso di studenti cinesi, o al servizio del Comune che da 20 anni si occupa del loro inserimento scolastico. Articoli come questo fanno solo male, sia a chi sta faticosamente tentando di sbloccare la situazione, sia a chi dall’esterno alimenta stereotipi e pregiudizi.

Osvaldo Di Cuffa
Osvaldo Di Cuffa
6 mesi fa

Sono il Dirigente Scolastico dell’istituto di Istruzione Superiore Sassetti Peruzzi e, quest’anno, anche dell’Istituto Conomprensivo Gandhi, due delle scuole con il più alto numero di studenti cinesi presenti a Firenze. Ritengo irrispettoso nei confronti di chi da anni lavora per l’integrazione dei ragazzi cinesi nelle nostre scuole, i docenti in primo luogo, supporre che si possa essere contenti se alcuni nostri alunni non frequentano le lezioni. Il problema delle assenze dei bambini e ragazzi cinesi è una realtà, ma le scuole non stanno affatto accettando passivamente la situazione. Stiamo lavorando quotidianamente a questo, contattando le famiglie attraverso tutti i canali,… Leggi il resto »

Elettra
Elettra
6 mesi fa

Questa lettura è superficiale e assolutamente parziale. Non rende conto dell’immenso lavoro che insegnanti e dirigenti hanno fatto e continuano a svolgere da prima dell’inizio della scuola per affrontare e risolvere questa situazione nel migliore dei modi. Oltre alle persone che ha ‘intervistato’ lei ci sono molti genitori e bambini che dal primo giorno di scuola si sono molto preoccupati e rattristati per queste assenze, perché i bambini cinesi sono parte integrante delle classi, perché si sono strette bellissime amicizie e quelle sedie vuote pesano eccome… altro che passare inosservate.

Chiara
Chiara
6 mesi fa

Sono un genitore di un comprensivo di Firenze e l’ istituto lavora ogni giorno con tutti i mezzi per l’ inclusione dei ragazzi cinesi nelle nostre scuole. Non immaginate neanche il lavoro immenso che viene fatto anche sul problema che avete affrontato. Rimango estremamente delusa di come è stato trattato l’ argomento e trasmesso un messaggio del genere. Molta superficialità. Forse se aveste contattato i dirigenti degli istituti più coinvolti avreste avuto una verità diversa di quello che è stato raccontato. .

Lucia
Lucia
6 mesi fa

Da mamma sono molto preoccupata per l’assenza di molti dei bambini cinesi che frequentano la scuola dei miei figli. Mio figlio stesso si lamenta perché sente la mancanza dei suoi amici. So per certo che molti insegnanti si sono attivati personalmente per favorire la regolare frequenza scolastica della comunità cinese, nonché la nostra preside ha inviato diverse circolari rassicurando i genitori riguardo la messa in sicurezza delle varie scuole e sollecitandoli al rapido rientro, dato che un’ assenza ingiustificata viene poi presa in incarico dalle autorità competenti. Un giornalista dovrebbe intervistare i vari soggetti interessati dalla questione, non fondare un… Leggi il resto »

Giuseppe
Giuseppe
6 mesi fa

Si stupisce del fatto che ci siano genitori che dichiarano “meglio, stiamo più larghi”? Non mi sembra una gran scoperta che ci sia una fetta di popolazione poco interessata all’integrazione di altre comunità. Quello che stupisce me invece è che non sia stata riportata l’opinione dell’altra fetta di genitori che invece si interroga su come riportare a scuola i compagni dei propri figli. Mi stupisce non si sia ascoltata la voce di tutti quegli insegnanti che cercano costantemente dalla riapertura della scuola, di mantenere un contatto con i propri alunni. Mi stupisce che non siano state riportate le circolari emesse… Leggi il resto »