Green Pass: tra controlli e responsabilità, da oggi va in scena il ‘fai da te’

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Foto Imagoeconomica

Green pass: da oggi in Italia sarà obbligatorio per tutti i cittadini di età superiore ai 12 anni per accedere e usufruire di alcune attività tra cui accedere ai ristoranti al chiuso; entrare al cinema, al teatro o nei musei; svolgere attività fisica in palestra; partecipare a delle sagre, accedere in stadi, congressi e grandi eventi; consumare ai bar al chiuso al tavolo salvo usufruire del servizio al bancone; spostarsi in entrata e in uscita dai territori classificati come zona rossa o zona arancione. Regioni e province autonome possono prevedere altri utilizzi dei green pass all’interno dei territori di loro competenza.

“I titolari o i gestori dei servizi e delle attività autorizzati previa esibizione del Green Pass sono tenuti a verificare che l’accesso a questi servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni. In caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni”, ha precisato Palazzo Chigi dopo il varo dell’ultimo decreto covid.

Green pass obbligatorio in Italia dal 1 settembre per il personale della scuola, a cominciare dai docenti, e per i trasporti a lunga percorrenza come treni, aerei e navi. Le nuove regole legate all’introduzione del certificato verde  sono state approvate ieri all’unanimità dal consiglio dei ministri.Per quanto riguarda i trasporti, non è stata prevista l’obbligatorietà del green pass per gli autobus e la metro. Il Consiglio dei ministri ha inoltre confermato l’esclusione dell’obbligo di green pass per tutti gli studenti minorenni, mentre sarà necessario per gli studenti universitari. Per quanto riguarda i docenti senza green pass o tampone, il nuovo decreto prevede lo stop allo stipendio dopo 5 giorni di assenza.

Torniamo a ciò che viene introdotto da oggi come limiti e controlli perché le polemiche sul suo utilizzo e la sua funzione non sembrano assolutamente diminuire. Al centro c’è l’impiego all’interno di ristoranti e bar, se seduti al tavolo, dove per il momento è previsto il controllo sia del certificato verde che della carta d’identità. Sul fronte delle associazioni di catgoria il mal di pancia è generalizzato così come la preoccupazione, Confcommercio dice sì al certificato verde, ma no al controllo della carta d’identità. Tni Italia no a entrambi, mentre Confesercenti si attiene alle regole, ma preferirebbe eliminare il controllo dei documenti vissuta come atto di sfiducia nei riguardi dei clienti e una forzatura perché gli imprenditori e gli addetti non possono svolgere funzioni da pubblico ufficiale. C’è anche chi, soprattutto tra i bar, ha scelto di eliminare il consumo al tavolo perché non in grado di garantire il controllo dei certificati.

Arrivano in queste ore comunicati di istituzioni culturali, musei, biblioteche in cui si ribadisce da oggi la selezione all’entrata. C’è chi come il Marino Marini di Firenze ha chiuso le attività ad agosto per capire come attrezzarsi e delle realtà di eventi live che stanno allestendo dei tamponi all’ingresso per permettere la partecipazione come il festival Mont’Alfonso Sotto le Stelle a Lucca.

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