Tni Italia: “Green pass? Non ci stiamo. Non siamo controllori”

Tni Italia

Firenze, Tutela Nazionale Imprese (Tni Italia), un gruppo di associazioni riunitesi durante il primo lockdown, che secondo quanto è scritto sul sito dell’associazione, rappresenterebbe circa 40mila imprese del mondo Horeca (bar, ristoranti, alberghi), da Nord a Sud d’Italia, ha fatto sapere che non chiederà il Green Pass ai propri clienti.

“Green pass? Non ci stiamo. Non siamo controllori, siamo ristoratori. Non siamo tenuti a chiedere la carta di identità ai nostri clienti, né a scaricare l’app per la verifica”. Lo afferma la segretaria nazionale di Tni Italia, Cristina Tagliamento, spiegando che “nei giorni scorsi abbiamo organizzato un flash mob e presentato un emendamento che sarà discusso a settembre in Parlamento. Quello che chiediamo è di eliminare per i ristoratori l’obbligo di verifica della certificazione Green pass”. Il sindacato che tutela imprenditori e dipendenti del mondo Horeca ha inviato un quesito formale al Garante della Privacy.

“C’è molta confusione – sostiene Tagliamento – con pareri discordanti. Non sappiamo chi eleverà eventuali sanzioni, chi chiamare in caso di contestazioni e denunce da parte del cliente. In ogni caso siamo riusciti a costituire un team di avvocati, pronti ad assistere i nostri associati in caso di denunce o sanzioni”.

“Far ricadere sui gestori delle attività la responsabilità dei controlli sui Green pass è decisamente una scelta sbagliata, se non assurda”, ha inoltre affermato in una nota Gabriella Orlando, direttrice Confcommercio Grosseto, alla vigilia dell’entrata in vigore del meccanismo di certificazione.

“Gli imprenditori o, peggio ancora, i loro dipendenti, non sono dei pubblici ufficiali, e tutto questo appare come una forzatura”, ha aggiunto. Qualche esercente toscano, tuttavia, va oltre e annuncia che non controllerà il Green pass dei propri clienti.

“Non lo chiederemo, è una cosa discriminatoria”, spiega Filippo Giambastiani, titolare del caffè Tessieri di Lucca, multato più volte negli ultimi mesi per mancato rispetto delle norme anticontagio nel suo bar: “Io non sono un pubblico ufficiale – aggiunge – rischio la denuncia da qualcuno se chiedo dati personali”.

Più ironica la reazione delle titolari del Ben Bar di Rigutino (Arezzo), che hanno postato sulla pagina Fb del locale la foto di una lavagnetta, posata sul bancone del bar, con la scritta “Si entra solo con il vin pass, no astemi!”.

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