Florence Queer Festival, gli appuntamenti della seconda giornata

Seconda giornata a Firenze per il  Florence Queer Festival dedicato alla cultura cinematografica a tematica  LGBTQ. Si parte nel pomeriggio con “L’altra altra metà del cielo. Donne”. Cinema La Compagnia Firenze

Appuntamento  a partire dal pomeriggio (ore 16.30) con il film di Maria Laura Annibali, L’altra altra metà del cielo. Donne, regia di Filippo Soldi (Italia, 2019, 53′). A sette anni di distanza dal suo secondo film, Maria Laura Annibali torna ad indagare nella realtà ampia e variegata del lesbismo, attravero interviste a donne molto diverse tra loro. Alla presenza della regista.

A seguire, (Ore 18.15) Welcome to Chechnya di David France, regista candidato all’Oscar per How to Survive a Plague e The Death and Life of Marsha P. Johnson: il documentario sulla storia di un gruppo di attivisti che rischiano la vita per combattere le persecuzioni anti-LGBTQ nella repressiva repubblica russa di Cecenia. Girato con la cautela di dover proteggere l’anonimato delle persone coinvolte, questo documentario espone le atrocità a cui sono sottoposte le persone LGBTQ in Cecenia, mettendo a nudo il coraggio di coloro che combattono contro una simile brutalità. Il film segue la storia di questi attivisti LGBTQ mentre lavorano sotto copertura per salvare le vittime e fornire loro case sicure e assistenza per il visto per sfuggire alla persecuzione. Un tour de force che testimonia l’importanza della resilienza e del coraggio.

Alle ore 21 Les Saints de Kiko by Manuel Marmier (Francia, 2019, 30’) e a seguire
Suk Suk di Ray Yeung: presentato in anteprima alla Berlinale il film racconta la storia d’amore tra due anziani gay non dichiarati. Pak è un tassista settantenne che nelle pause dal lavoro è solito rimorchiare uomini nei bagni pubblici. Durante una di queste spedizioni che incontra Hoi, un pensionato che se ne sta seduto tranquillamente in un parco. I due iniziano a frequentarsi ma entrambi devono nascondere la loro relazione alle rispettive famiglie mentre sognano un futuro insieme. Il film è ispirato al libro Oral Histories of Older Gay Men in Hong Kong del sociologo Travis Kong.

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